Introduzione di Ermanno Faccio
Prostata, questa misteriosa ghiandola maschile e (pur diversamente appellata) femminile.
Unici popoli quasi del tutto non soggetti ad indagini prostatiche sono giapponesi, ma anche popolazioni costiere o primitive in genere ovviamente.
Cosa cambia tra loro e le civiltà moderne urbanizzate e ricche di supermercati? Probabilmente la dieta. Innanzitutto, la dieta giapponese è ricca di cibi come tofu, edamame, germogli di soia, caratterizzati da estrogeni deboli, cioè sostanze di derivazione naturale con una debole attività estrogenica; l'assunzione fin dall'infanzia di cibi con estrogeni deboli genera un'azione protettiva sul tumore della prostata.(v. art. Del 8 ott 2019 su https://www.sapere.it/sapere/strumenti/domande-risposte/medicina-corpo-umano/perche-giapponesi-si-ammalano-meno-di-cancro-alla-prostata.html )
Diversamente, un #uomo della classe urbanizzata euro occidentale vive in genere a pieno ritmo sino a 60 anni, poi spesso iniziano le classiche #patologie dovute all'accumulo di determinati elementi in eccesso, che possono causare infiammazioni o alterazioni delle normali quantità elementari di equilibrio a livello organico ed #endocrinologico. Sempre in riferimento specifico all'uomo esistono delle tabelle di marcia alimentari da seguire, al fine di non in correre in alterazioni ghiandolari essenziali per il normale esercizio fisico vitale quotidiano. Se andiamo a guardare tra i numeri, quella che risulta essere la prima tra le cause di #cancerogenesi maschile, ci stiamo già occupando della questione #prostata maschile. Le cause di infiammazione della medesima possono essere varie, ma sicuramente le principali sono l'iperattività, la carenza di igiene, ma sopratutto l'alimentazione. Il motivo principale dell'aumentato rischio di anomalia prostatica pare essere dovuto all'alimentazione contenente #eccesso di #calcio e #vitaminaA, #vitaminaE, zucchero, dolciumi.. Ecco che questa importante notizia, dovrebbe essere diffusa in tutti gli studi #medici, in tutti gli #ospedali, e in un apposito #manuale della #salute, che il #ministero competente o la #Regione, dovrebbero non solo pubblicare, ma assicurarsi che la popolazione lo assimili, attraverso esami periodici annuali, obbligatori. Solo così si istruirebbe la gente alla buona pratica #alimentare #preventiva, secondo le età e non lasciarla nella completa ignoranza su come prevenire la prima patologia potenzialmente letale, per l'uomo. Ecco perché #uova, #latticini, ed eccessi #folici o #, dopo una certa età, vanno assunti con la massima moderazione da parte degli uomini. Ma purtroppo sono ancora pochi a saperlo. Introduciamo pertanto il seguente articolo apparso su https://addon.life/it/2021/07/05/prostate-cancer-diet-foods-supplements-treatment/#excessive-intake-of-calcium-supplements-and-dairy-products-may-increase-the-risk-of-prostate-cancer. per illustrare le argomentazioni scientifiche che confermano l'indicazione salutare basata sull'astensione dall'assunzione seriale di calcio, latticini e vitamina a, verso i sessant'anni in poi.
Via libera invece a pomodori, alcuni funghi, aglio, scalogno, e.cipollina, porri, cereali integrali, vitamina d, legumi.
Rimando quindi ai lettori unicamente l'esecuzione di un' ulteriore disamina sulla futura letteratura a venire, a fine conciliativo dele diverse teorie circa assunzione o meno di soia e derivati.
Buona lettura
L'eccessiva assunzione di integratori di calcio e latticini può aumentare il rischio di cancro alla prostata
- In uno studio di follow-up di 24 anni chiamato Health Professionals Follow-Up Study condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, basato su informazioni dietetiche di 47,885 uomini, è stato riscontrato che un elevato consumo di fosforo era indipendentemente associato a un aumento del rischio di cancro alla prostata in stadio avanzato e di alto grado, circa 0-8 anni dopo il consumo. I ricercatori hanno anche scoperto che un'assunzione eccessiva di calcio di >2000 mg/giorno era associata ad un aumentato rischio di cancro alla prostata in stadio avanzato e di alto grado, circa 12-16 anni dopo il consumo. (Kathryn M Wilson et al, Am J Clin Nutr., 2015)
- In un altro studio, nell'ambito del progetto di aggiornamento continuo WCRF/AICR, i ricercatori dell'Università norvegese di scienza e tecnologia in Norvegia, Imperial College di Londra e Università di Leeds nel Regno Unito hanno valutato l'associazione tra l'assunzione di calcio e latticini e rischio di cancro alla prostata. L'analisi ha utilizzato i dati di 32 studi ottenuti attraverso una ricerca bibliografica su Pubmed fino ad aprile 2013. I ricercatori hanno scoperto che il consumo di latticini totali, latte totale, latte magro, formaggio e calcio dietetico era associato a un aumentato rischio di cancro totale alla prostata. Hanno anche scoperto che l'assunzione supplementare di calcio era associata ad un aumentato rischio di cancro alla prostata fatale. (Dagfinn Aune et al, Am J Clin Nutr., 2015)
L'assunzione elevata di vitamina A può aumentare il rischio di cancro alla prostata Pro
- In un'analisi combinata di 15 studi clinici pubblicati sull'American Journal of Clinical Nutrition nel 2015, i ricercatori hanno esaminato oltre 11,000 casi, per determinare l'associazione tra i livelli di vitamine e il rischio di cancro. In questo campione molto ampio, alti livelli di retinolo (vitamina A) erano associati ad un aumentato rischio di cancro alla prostata. (Key TJ et al, Am J Clin Nutr., 2015).
- In un'altra analisi osservazionale di oltre 29,000 campioni dello studio di prevenzione del cancro alfa-tocoferolo e beta-carotene condotto dal National Cancer Institute (NCI), National Institute of Health (NIH), negli Stati Uniti, i ricercatori hanno riferito che al 3 anno follow-up, gli uomini con una concentrazione sierica di retinolo (Vitamina A) più alta avevano un aumentato rischio di cancro alla prostata (Mondul AM et al, Am J Epidemiol, 2011).
Sono pervenuti al GIF nel corso del 2008 tre casi di sviluppo di tumori a seguito di utilizzo di acido folico. Le segnalazioni provengono dalla Toscana e sono state effettuate dallo stesso segnalatore. La tabella sottostante riporta le tipologie di reazione avverse, le caratteristiche dei pazienti, il tempo di latenza e l’esito della reazione.
| Indicazione terapeutica | ADR | Età | Sesso | Latenza | Esito | Farmaci concomitanti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Iperomocisteinemia in pz eterozigote per mutazione di C-T MTHFR | Adenocarcinoma colon | 56 | M | 4 anni | Risoluzione con postumi | Acido acetilsalicilico, perindopril |
| Iperomocisteinemia | Tumore maligno (carcinoma prostata e retto) | 62 | M | 31 mesi (carcinoma prostata); 41 mesi (carcinoma retto) | Risoluzione con postumi | Nessuno |
| Iperomocisteinemia in pz trombofilico | Carcinoma dell’esofago | 76 | M | 32 mesi | Decesso | Ramipril, teofillina, warfarin, doxazosina |
Secondo la scheda tecnica delle specialità medicinali contenti acido folico l’insorgenza di tumori risulta inattesa.
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