Patologie note


Disturbo motorio caratterizzato da mancato rilasciamento della muscolatura di uno sfintere. La sede più nota dell’a. è il cardias (punto di passaggio tra esofago e stomaco): a. esofagea o cardiospasmo. In questa malattia, in risposta alla deglutizione si verifica un incompleto rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore associato all’assente o incoordinata attività peristaltica di tutto l’esofago con progressiva sua dilatazione.SintomiI sintomi sono dovuti all’accumulo di cibo nel fondo dell’esofago. ...
Condizione patologica caratterizzata da mancanza totale della secrezione dei succhi gastrici. Tale evenienza è alquanto rara  frequente è invece la diminuzione più o meno accentuata di detta secrezione: in questo caso si parla di ipochilia. Lo stomaco costituisce la parte del tubo digerente in cui gli alimenti, dopo essere stati masticati e insalivati, si accumulano, vengono mescolati con il succo gastrico secreto da ghiandole presenti nella sua parete, sono parzialmente digeriti e trasformati in chimo. ...
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Complesso di sintomi e segni, a richiamo addominale, a insorgenza improvvisa e violenta e che ha la sua più evidente manifestazione nel dolore.CauseLe cause dell’a. acuto sono numerose e sono legate al rapido istituirsi di un qualsiasi processo patologico a carico dei vari organi ed apparati contenuti nell’addome, fra cui le lesioni traumatiche addominali, le peritoniti acute, le appendiciti acute, le occlusioni intestinali di varia natura, le torsioni di visceri normali o ammalati sul loro peduncolo (milza, cisti ovarica), le rotture di tube uterine, la trombosi dell’arteria mesenterica o la rottura di un aneurisma dell’aorta addominale o di suoi rami, la pancreatite acuta.SintomiIl sintomo più rilevante è rappresentato dal dolore che può essere localizzato in un punto o diffuso a tutto l’addome, o irradiato alle regioni circostanti, ma sempre intenso e tormentoso. ...
Adesione patologica contratta tra organi o visceri contigui in seguito a processi infiammatori (infezioni, sostanze irritanti) o interventi chirurgici.È costituita da tessuto fibroconnettivale, formato sui materiali prodottisi con l’infiammazione (per es. essudati incompletamente riassorbiti durante la fase di guarigione) o con il trauma chirurgico. L’estensione delle aderenze è per lo più proporzionata al tipo, all’intensità e alla durata del processo infiammatorio. ...
Eccessiva ingestione di aria che si verifica con l’introduzione degli alimenti o la deglutizione di saliva, in soggetti ansiosi o con cattive abitudini alimentari (mangiare troppo rapidamente masticando poco e male). L’aumento del contenuto di aria nello stomaco può essere tuttavia dovuto ad altre cause come malattie dello stomaco o di altri organi addominali.SintomiSenso di ripienezza e di gonfiore allo stomaco, sensazione di mancanza di respiro, eruttazioni frequenti e abbondanti, flatulenza ed eventualmente disturbi del ritmo cardiaco (palpitazioni).TerapiaLa terapia si basa sulla somministrazione di farmaci sedativi, sostanze adsorbenti (carbone vegetale), antischiuma, procinetici oppure, nel caso di a. ...
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Condizione patologica caratterizata da un abnorme reattività del sistema immunitario in seguito al contatto con determinate sostanze. La reazione allergica è la conseguenza di una reazione tra antigene e anticorpo. La sostanza estranea che viene a contatto con l’organismo determina in questo la formazione di particolari proteine dette anticorpi, alle quali si unisce. Da questa unione origina una serie di reazioni biologiche che porta alla liberazione di sostanze farmacologicamente molto attive (istamina, bradichinina, serotonina e altre), responsabili dei diversi sintomi con cui la reazione allergica si manifesta.Il termine anafilassi viene per lo più riservato a quelle forme che sono indotte dall’introduzione di sostanze nell’organismo, che furono anche le prime forme di reazione immunitaria con conseguenze patologiche chiaramente individuate a cui sembra potenzialmente suscettibile tutta la popolazione e non solo una parte di essa. ...
Si intende per amebiasi la presenza nell’organismo umano di un protozoo, Entamoeba histolytica, indipendentemente dalla comparsa di manifestazioni cliniche. La malattia amebica è invece caratterizzata dall’invasione della parete intestinale da parte del parassita.L’infestazionene dell’organismo avviene attraverso l’ingestione di alimenti inquinati contenenti le forme cistiche del parassita emesse con le feci. Le cisti vivono a lungo nell’ambiente esterno. ...
(O acloridria), mancanza totale di acido cloridrico nel succo gastrico. Tale evenienza è rara, mentre è di osservazione più comune il riscontro di una diminuzione (ipocloridria) sia in condizioni basali che dopo averne stimolato la secrezione.CausePuò essere dovuta a diversi processi patologici propri della parete gastrica (gastriti croniche, tumori) soprattutto se interessano la mucosa del fondo e del corpo dello stomaco, in cui le ghiandole per la secrezione dell’acido cloridrico sono particolarmente numerose.A. ...
Malattia dovuta a infestazione dell’organismo da parte di vermi Nematodi quali Ancylostoma duodenale o Necator americanus. È una parassitosi diffusa nei paesi tropicali a clima caldo umido. Le larve di questi vermi penetrano nell’organismo attraverso la cute (in soggetti che maneggiano terra infetta o in chi cammina a piedi nudi) e per via emolinfatica giungono fino ai polmoni e risalgono l’albero bronchiale fino alla trachea e alla faringe  da qui, attraverso l’esofago e lo stomaco, arrivano al duodeno dove si fissano alla parete e si sviluppano fino allo stadio adulto.SintomiIl sintomo principale è un’anemia grave, direttamente proporzionale al numero di vermi presenti e alla riserva di ferro nell’organismo. ...
Infiammazione acuta o cronica delle vie biliari extraepatiche (dotti epatici, coledoco) e delle loro più grosse ramificazioni intraepatiche. Spesso è associata a infiammazione della colecisti (-- vedi COLECISTITE) e del dotto cistico.CauseL’a. è favorita nel suo sviluppo da processi patologici provocanti una ostruzione delle vie biliari stesse (calcoli, tumori della testa del pancreas, della papilla di Vater o dei dotti biliari) o da anomalie malformative. È dovuta a infezione della mucosa da parte di germi di vario tipo (Escherichia coli, enterococchi, stafilococchi, streptococchi, salmonelle) che possono giungere in questa sede provenendo dall’intestino, oppure dal circolo sanguigno o linfatico. ...
(O carbonchio), malattia infettiva causata da un batterio, Bacillus anthracis, appartenente alla famiglia delle Bacillacee. Può colpire sia gli animali (ovini, bovini, equini, caprini e talvolta suini) sia l’uomo, provocando una sintomatologia complessa e variabile, che si distingue in varie forme. Si trasmette tramite spore, che sono resistenti ai disinfettanti ed al calore e possono resistere nel suolo e nei prodotti animali per diversi anni.SintomiNell’uomo la forma più frequente è la cutanea, nota anche come pustola maligna, che si manifesta con arrossamento iniziale, edema, formazione di vescicole dal contenuto siero-ematico  dopo la loro apertura si forma un’escara nerastra, circondata da una zona di infiammazione. ...
Con tale nome si definisce l’infiammazione dell’appendicite vermiforme. Può essere acuta o cronica....
Si tratta di una malattia assai frequente, di grande interesse pratico, temibile, non tanto per se stessa, quanto piuttosto per le gravi complicazioni cui può andare incontro se non viene curata adeguatamente. La peritonite è la complicazione più grave anche in piena era antibiotica. L’appendice è un piccolo tratto di intestino attraverso cui, però, non avviene il transito alimentare: è un piccolo cilindro mobile e flessuoso che si attacca sull’intestino cieco appena sotto la zona di passaggio ileo-ciecale. ...
Con il termine di a. cronica si deve intendere uno stato infiammatorio dell’appendice, a decorso cronico, vale a dire prolungato nel tempo, e senza possibilità di una guarigione spontanea. Infatti, se l’infiammazione è cronica, il processo di coinvolgimento del peritoneo è più graduale e spesso progredisce coinvolgendo anche organi contigui, come vie urinarie o organi genitali femminili. Non è solo una ipotesi il fatto che aderenze fibrose peritoneali o infiammazioni degli annessi interni siano agevolate dall’esistenza di una infiammazione cronica dell’appendice. ...
Classe di piccoli tumori, benigni e maligni, tutti originati dalle cellule del sistema APUD e caratterizzati da sintomatologie diverse, in rapporto alla natura della sostanza, di tipo ormonale, che le varie cellule del sistema APUD sono in grado di secernere. Fanno parte degli a. i carcinoidi intestinali e polmonari, gli insulinomi, i glucagonomi, i gastrinomi.Anche le cosiddette adenomatosi endocrine multiple (MEA) rientrano nella classificazione di a.: sono caratterizzate da sintomatologie complesse per la coesistenza di tumori diversi che elaborano ormoni diversi  queste adenomatosi sono ereditarie e danno origine alle sindromi di Werner e Sipple....
Condizione propria di alcuni soggetti che, per ragioni dipendenti dalla loro costituzione organica, sono predisposti ad un gruppo di malattie legate ad alterazioni del ricambio, con manifestazioni morbose interessanti vari organi ed apparati: pelle, muscoli, articolazioni, apparato respiratorio, apparato digerente.Le manifestazioni più tipiche sono la gotta, l’obesità, il diabete  tuttavia l’a. comprende molte altre affezioni, che appaiono tra loro strettamente collegate, nel succedersi o nell’alternarsi, sia nello stesso individuo sia nei membri di uno stesso gruppo familiare, dimostrando così la loro natura di malattia ereditaria.Nell’età infantile e giovanile le prime manifestazioni dell’a. ...
Infestazione ad opera di vermi della specie Ascaris lumbricoides.Il verme che ha dimensioni notevoli, e il cui colore è compreso tra il bianco crema e il roseo, giunge all’organismo per ingestione delle sue uova presenti negli alimenti non ben lavati o nel terriccio (facilmente portato alla bocca dai bambini). Giunti nell’organismo i vermi si sviluppano principalmente nell’intestino tenue: da lì possono migrare nell’intestino crasso ed essere poi espulsi dal retto, oppure, perforata la parete intestinale, pervenire al fegato e, attraverso la via venosa sovraepatica, giungere al cuore destro e poi ai polmoni provocando gravi disturbi respiratori. ...
Raccolta di liquido libero nella cavità peritoneale. L’a. determina un aumento di volume dell’addome che, a paziente supino, appare allargato ai fianchi (addome batraciano). Con adatte manovre di palpazione e percussione oltre a riconoscere la presenza del liquido se ne può valutare l’entità. La puntura della cavità consente di svuotare la raccolta e di valutare i caratteri del liquido, elemento importante per individuare la causa responsabile del suo formarsi. ...
Grave disturbo dell’accrescimento del neonato, che consegue a episodi gastroenterici ripetuti, o a dispepsia (difficoltà digestive), o a lunghi periodi di malnutrizione. È caratterizzata da notevole riduzione della tolleranza agli alimenti, tanto che non viene tollerata nemmeno la dose minima necessaria al mantenimento del peso corporeo  ciò è dovuto a fenomeni di sofferenza della mucosa gastro-intestinale. Si ha pertanto notevole dimagramento, con riduzione o scomparsa del grasso sottocutaneo, riduzione di volume delle masse muscolari, alterazioni della cute che si presenta grigiastra, rugosa e priva di elasticità. ...
Malformazione congenita per cui le strutture interessate non risultano pervie come di norma o sono assenti.Le più frequenti forme di a. si hanno a carico del tubo digerente: esofago, duodeno, vie biliari, colon, retto, ano possono esserne la sede  in tal caso la formazione anatomica colpita può risultare occlusa da una membrana, oppure restringersi bruscamente e continuare in un cordoncino fibroso privo di lume.DiagnosiDal sospetto clinico (nell’a. e nella stenosi dell’esofago, per esempio, il vomito insorge appena il bambino è alimentato e si accompagna a tosse insistente, a crisi di cianosi e/o d’apnea, dovute al passaggio nelle vie aeree del latte, che non può defluire nello stomaco) con le indagini diagnostiche per immagini ed endoscopiche si può localizzare con precisione l’ostruzione. ...
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(O ipovitaminosi), condizione morbosa determinata dalla carenza di vitamine.Le vitamine sono composti organici a diversa composizione chimica, solubili nell’acqua o nei grassi (idrosolubili o liposolubili), contenute negli alimenti e indispensabili, anche a piccolissime dosi, per la vita e il benessere degli organismi animali.Le principali forme di a. sono state individuate agli inizi del XX secolo: si è così riconosciuto che alcune malattie, in passato molto gravi e diffuse, sono dovute a carenze vitaminiche: lo scorbuto a carenza di vitamina C, il beri-beri a carenza di vitamina B1, l’anemia perniciosa a carenza di vitamina B12, la pellagra a carenza di vitamina PP, l’ariboflavinosi a carenza di vitamina B2  ricordiamo poi il deficit di biotina, di vitamina A, E e K.Attualmente forme gravi e diffuse di a. ...
(O balantidiosi), infestazione dell’organismo da parte di un protozoo ciliato, il Balantidium coli. Tale microrganismo, che misura 50-80 per 40-60 µm, è il più grosso protozoo che possa parassitare l’organismo umano. Esso è frequentemente ospite innocuo dell’intestino del maiale  l’uomo si può infestare ingerendo le cisti del protozoo che, giunte nell’intestino, invadono la mucosa e la sottomucosa (specialmente nell’ultimo tratto dell’ileo e nell’intestino crasso), dove si possono stabilire senza dare alcun sintomo (il soggetto diviene allora un portatore sano dell’infezione). ...
Detta anche splenomegalia congestizia cronica (prende il nome da Guido Banti, patologo italiano - Montebicchieri, Pisa 1852 - Firenze 1925)  malattia caratterizzata inizialmente dall’aumento di volume della milza associata a modica anemia e leucopenia, in seguito da aumento di volume del fegato.SintomiPuò presentarsi con disturbi digestivi, segni di ipertensione del circolo portale e infine dall’instaurarsi, anche a distanza di molti anni, della cirrosi epatica con gravi e catastrofiche sindromi emorragiche da varici esofagee o gastricheDiagnosiBisogna verificare l’eventuale presenza di una patologia epatica o di un fatto trombotico a carico della vena splenica.TerapiaLa terapia, a parte le cure dello stato anemico, si basa prevalentemente sull’asportazione della milza....
Quadro clinico descritto nei soggetti colpiti da esofagite cronica da reflusso e diagnosticabile con l’esame endoscopico. Questo rivela, all’estremo distale dell’esofago, la presenza di chiazze rosse riferibili alla trasformazione (metaplasia) dell’epitelio pavimentoso dell’esofago in un epitelio cilindrico simile a quello gastrico.SintomiSintomi clinici dell’esofago di B. sono quelli del reflusso gastroesofageo, ma l’esperienza recente dimostra che nel 10% ca. ...
Quadro clinico caratterizzato da episodi di ingestioni di alimenti in gran quantità con perdita di controllo sul proprio comportamento, senza metodi di compenso.Il soggetto affetto da b. è tipicamente una donna in età adolescenziale e adulta obesa, ma anche normopeso. Il soggetto vorrebbe limitarsi ad un semplice assaggio, ma non riesce a smettere pur non volendo mangiare così tanto.Questa malattia va distinta dalla bulimia nella quale il soggetto mette in atto dopo l’assunzione dei cibi metodi di compenso (vomito, lassativi, esagerata attività fisica)....
(O allantiasi), grave intossicazione determinata dall’ingestione di alimenti inquinati dalla tossina botulinica  deve il suo nome al fatto che, quando venne riconosciuta, si notò la sua frequente comparsa dopo ingestione di salumi (lat. botulus, salsiccia). Oltre ai salumi, però, anche i cibi conservati in scatola o sotto vuoto, se inquinati dalle spore del bacillo botulino, possono costituire un ambiente favorevole al loro sviluppo con produzione della tossina.Oggi il b. ...
Malformazione caratterizzata da un’abnorme brevità dell’esofago.Può essere congenita, per insufficiente sviluppo in lunghezza dell’organo o acquisita. Come conseguenza il tratto addominale dell’esofago e parte dello stomaco vengono attratti nella cavità toracica formando un’ernia attraverso lo iato diaframmatico. Tale condizione, soprattutto se di lieve grado, può non dare alcun sintomo nel bambino o manifestarsi solo con disturbi lievi (rigurgiti, dolori allo stomaco, vomito), che tendono a scomparire col tempo, col passaggio alla posizione eretta e a un’alimentazione solida. ...
Intossicazione da ingestione di preparati a base di bromo, soprattutto di bromuro di potassio. Gli effetti acuti più importanti sono a causa di inalazione (tosse, affanno, bruciore, irritazione prime vie aeree, sintomi neurologici con il bromoformio), contatto con la pelle (arrossamento, bruciore, dolore), contatto con gli occhi (arrossamento, dolore, gravi ustioni), ingestione (crampi addominali, bruciore, gola secca, collasso). Importante non fare bere e non indurre il vomito  consultare subito il medico. ...
Quadro morboso che si manifesta quando processi patologici di varia natura (trombosi venose, flebiti, proliferazioni tumorali, infiammazioni con formazione di cicatrici) provochino una ostruzione delle vene sovraepatiche, attraverso le quali il sangue proveniente dal fegato raggiunge la vena cava inferiore, o della vena cava inferiore stessa a questo livello.SintomiLa malattia può comparire a qualunque età e avere un decorso acuto e grave oppure evolvere in modo lento  si manifesta con aumento di volume del fegato accompagnato da dolore, versamento di liquido in cavità addominale (ascite), comparsa di vene dilatate sotto la cute dell’addome. ...
(O litiasi), complesso multiforme di manifestazioni morbose legate alla presenza di uno o più calcoli in seno a un organo cavo. Non vi rientrano perciò le calcificazioni che, per cause svariate, si vengono a formare nel contesto di un tessuto. Le manifestazioni morbose dovute alla c. si riassumono nella infiammazione della parte interessata, nel dolore, nelle alterazioni funzionali proprie dell’organo leso. Non va peraltro dimenticato che una c. può permanere silente per tutta la vita ed essere casualmente riconosciuta durante esami clinici eseguiti per altri motivi.L’infiammazione, che può in origine essere proprio la causa della c., è sostenuta dall’azione lesiva operata meccanicamente dal calcolo sulle strutture dell’organo che lo contiene: lo strato cellulare di rivestimento subisce sfregamenti e si discontinua, i vasi sanguigni si fanno congesti, i liquidi intercellulari fuoriescono e i germi possono trovare una facile porta di entrata e condizioni favorevoli al loro sviluppo. ...
Presenza di calcoli all’interno della colecisti (colelitiasi) o delle vie biliari (dotti epatici, dotto cistico, coledoco - coledocolitiasi). Si presenta più facilmente nei soggetti di sesso femminile e nell’età adulta, spesso in relazione con abitudini alimentari sconvenienti. I calcoli possono essere unici o multipli, e di grandezza variabile da un granello di sabbia a un uovo di gallina. La loro composizione, da cui dipende anche l’aspetto, è data da colesterina, o da bilirubinato di calcio, o da ambedue le sostanze. ...
Presenza di calcoli nei dotti pancreatici o nelle loro diramazioni. I problemi clinici della c. pancreatica sono in relazione con quelli delle pancreatiti....
Tumore maligno originato dalle cellule epatiche (detto anche epatocarcinoma). Si sviluppa in un fegato affetto da cirrosi epatica e nel quale il processo di trasformazione tumorale appare diffuso a tutto l’organo.SintomiInizialmente i sintomi possono essere scambiati per la naturale progressione della malattia cronica di fegato. Il paziente dimagrisce e le sue condizioni generali si deteriorano  compare ascite, spesso difficilmente trattabile, oppure encefalopatia epatica, con scarsa risposta alla terapia. ...
Genere di funghi Deuteromiceti saprofiti dell’uomo e di altri animali. La specie più importante è C. albicans (o Monilia albicans), normalmente presente nel tubo gastroenterico, nelle vie respiratorie e nei genitali femminili. In condizioni particolari di scarsa reattività dell’organismo, può attaccare i tessuti determinando varie forme di infezione (candidosi)....
Interessa principalmente il terzo inferiore dell’esofago  le lesioni si presentano come placche focali bianche, ulcere o aree di eritema edematose.SintomiPuò essere asintomatica o causare dolore retrosternale e difficoltà alla deglutizione, se si instaura un’esofagite si può presentare sanguinamento e difficoltà di alimentazione. Questa patologia è frequentemente riscontrata in pazienti affetti da AIDS....
Malattia infettiva causata da un batterio, Bacillus anthracis, appartenente alla famiglia delle Bacillacee. Può colpire sia gli animali (ovini, bovini, equini, caprini e talvolta suini) sia l’uomo, provocando una sintomatologia complessa e variabile, che si distingue in varie forme.SintomiNell’uomo la forma più frequente è la cutanea, nota anche come pustola maligna, che si manifesta con arrossamento iniziale, edema, formazione di vescicole dal contenuto siero-ematico si forma un’ulcera e dopo la loro apertura si forma un’escara scura necrotica, circondata da una zona di infiammazione. ...
Frequentemente osservabile nei tumori ovarici e colo-rettali a stadio avanzato, si presenta microscopicamente come una moltitudine di noduli biancastri, di diametro variabile tra pochi millimetri e molti centimetri, che rivestono le sierose peritoneali a livello delle pareti interne dell’addome e sulla superficie dell’intestino e degli organi intra-addominali. Microscopicamente si osservano cellule molto simili a quelle del tumore di origine, talvolta meno differenziate. Il sintomo principale di questa patologia è l’ascite peritoneale, cioè la presenza di liquido libero nell’addome, che assume aspetto globoso. ...
(O sprue non tropicale), rappresenta un esempio paradigmatico di una sindrome da malassorbimento. È chiamata non tropicale per distinguerla da una forma clinica simile, infettiva, caratteristica di quei climi.CauseLa forma nostrana, vede la causa della sua insorgenza nell’intolleranza a una proteina presente nel grano e in altri cereali: il glutine. Più precisamente, i soggetti affetti da sprue non tropicale sono allergici a un derivato del glutine: la gliadina. ...
Il termine c. definisce una seria alterazione irreversibile del fegato, che consegue a un processo di necrosi. Le cellule epatiche vengono sostituite da tessuto fibroso e da noduli di rigenerazione, che sovvertono la struttura lobulare del fegato: sono necessari entrambi i fenomeni (la fibrosi e la formazione di noduli) perché si possa parlare di c.CauseLe cause della c. sono molteplici: le più comuni sono l’alcol e i virus (soprattutto B, C e delta). L’alcol ha un’azione tossica diretta sugli epatociti: un derivato dell’etanolo, l’acetaldeide, altera gli antigeni della membrana epatocitaria, rendendoli non riconoscibili da parte del sistema immunitario. ...
Questa forma è caratterizzata da infiammazione cronica delle vie biliari intraepatiche, con loro obliterazione da parte di tessuto fibroso. È definita c. impropriamente, poiché solo nelle fasi terminali il fegato è caratterizzato dalla formazione di noduli di rigenerazione, oltre che dalla deposizione di tessuto fibroso.CauseLe cause della c. biliare sono sconosciute, ma si ritiene probabile l’intervento di fenomeni immunitari: le cellule che delimitano i dotti biliari verrebbero distrutte dai linfociti, che riconoscono come estranei degli antigeni collocati alla loro superficie.La c. ...
Rara malattia ereditaria trasmessa come carattere recessivo. È caratterizzata da un accumulo nei tessuti dell’aminoacido cistina per mancanza degli enzimi deputati alla sua ulteriore trasformazione. La sintomatologia è varia in relazione all’interessamento di diversi organi e apparati: rene, fegato, intestino, occhi ecc.Vi sono tre forme: infantile (nefrosica) che causa insufficienza renale entro i primi dieci anni di vita  giovanile (intermedia) in cui la patologia renale si manifesta durante il secondo decennio di vita  adulta (benigna) che non ha depositi di cistina nel rene ma solo nella cornea.SintomiNella forma infantile i sintomi si manifestano già nei primi mesi di vita con alterazioni della crescita, rachitismo per mancanza di vitamina D, vomito e febbre, poliuria (escrezione di grosse quantità di urine) e quindi disidratazione. ...
Tumore derivato da epiteli ghiandolari, in cui il tessuto tumorale prolifera formando cavità cistiche di varie dimensioni, rivestite da epitelio, che possono contenere materiale secreto dalle cellule. Di solito le cisti sono di piccole dimensioni, così che il tumore, al taglio, ha un aspetto spugnoso  a volte invece, soprattutto a livello dell’ovaio, si può avere un’unica grossa cisti o cisti pluricamerate (per esempio c. mucinoso). I cistoadenomi si hanno soprattutto nell’ovaio (sierosi e mucinosi), più raramente nel pancreas, nel fegato, nelle ghiandole salivari. ...
(O cistoadenoma), denominazione generica di tumori benigni che si presentano costituiti come da una cisti, unica o a concamerazioni multiple, la cui parete è tappezzata dalle cellule tumorali che proliferano in modo regolare  la cisti può contenere liquido o altro materiale prodotto dalla attività secretiva delle cellule (ad es. muco), oppure derivato da fenomeni degenerativi a carico delle cellule stesse. La sede più tipica ove si osservano è l’ovaio: qui essi possono raggiungere dimensioni veramente notevoli, fino a contenere 20 l di liquido o più. ...
Presenza nel sangue di sali degli acidi biliari. Tali sostanze, prodotte dalle cellule del fegato, vengono escrete con la bile nell’intestino, ove svolgono un’importante azione nella digestione dei grassi. I sali biliari solo in minima parte vengono eliminati dall’intestino con le feci, mentre per la maggior parte (circa 90%) vengono riassorbiti e giungono di nuovo al fegato, tramite la vena porta (circolo entero-epatico dei sali biliari).In condizioni normali solo una piccola quantità di sali biliari è presente nel circolo generale  essa aumenta notevolmente tutte le volte che il deflusso della bile è ostacolato da processi patologici di varia natura (calcolosi del coledoco, tumori delle vie biliari o della testa del pancreas, angiocoliti, cirrosi biliari ecc.).La presenza di elevate quantità di sali biliari nel sangue determina prurito, ipotensione, rallentamento della frequenza delle pulsazioni cardiache, disturbi del sistema nervoso....
Termine generico per definire un tumore delle vie biliari intraepatiche ed extraepatiche....
Comprende le seguenti forme: adenoma dei dotti biliari, papilloma e cistoadenoma.SintomiDipendono dalla loro sede, in genere la presentazione è quella tipica delle malattie ostruttive dell’albero biliare.DiagnosiColangiografia percutanea transepatica (PTC).TerapiaChirurgica (escissione del tumore e ricostruzione delle vie biliari)...
Detto colangiocarcinoma o c. colangiocellulare, ha decorso rapido e spesso esito infausto.È molto più frequente delle forme benigne e si osserva soprattutto nelle popolazioni dell’Estremo Oriente, in rapporto probabilmente con l’elevata incidenza, in tali aree geografiche, di infestazioni delle vie biliari da parte di vermi e parassiti (Clonorchis Sinensis e Giardia Lamblia). Esso costituisce circa un quinto di tutti i tumori epatici primitivi, colpisce prevalentemente soggetti adulti dai 40 ai 60 anni, e gli uomini hanno incidenza doppia rispetto alle donne.SintomiIl sintomo più frequente, ma purtroppo tardivo, è l’ittero ostruttivo, dapprima intermittente, poi rapidamente ingravescente parallelamente alla estensione della malattia. ...
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Infiammazione della colecisti. I germi responsabili della c. (salmonelle, streptococchi, stafilococchi) vi giungono attraverso varie vie: possono cioè risalire dall’intestino lungo il coledoco e il dotto cistico  possono giungere nel fegato con la corrente sanguigna e di qui passare nella bile per finire poi nella colecisti  possono infine arrivare con la corrente linfatica spesso provenendo da focolai infiammatori localizzati nell’appendice ciecale. Giunti nella vescichetta biliare i germi, o per loro intrinseca aggressività o virulentati da condizioni locali favorevoli, determinano un’infiammazione che può essere catarrale, purulenta, gangrenosa, ulcero-necrotica.L’infiammazione può essere acuta o cronica.C. ...
Condizioni patologiche a carico della colecisti. Si distinguono diversi quadri patologici principali:- Anomalie congenite. Molto frequenti (10-20% della popolazione) possono comprendere alterazioni di numero, dimensioni e morfologia della colecisti.- Calcoli. Decisamente più frequenti nei paesi occidentali (20% nelle donne e 8% negli uomini di età superiori ai 40 anni). Esistono calcoli di colesterolo, di pigmento e misti. La diagnosi si basa sull’osservazione della sintomatologia accanto ad indagini strumentali che possono evidenziare la presenza di calcoli nella colecisti. ...
Presenza di calcoli all’interno del coledoco.SintomiL’unico sintomo veramente caratteristico della colelitiasi è la colica biliare, dovuta alla migrazione del calcolo dalla colecisti al dotto cistico o al coledoco: questo fenomeno determina l’aumento della pressione all’interno delle vie biliari, con loro distensione: le ripetute contrazioni non consentono la rimozione dell’ostacolo e ciò causa dolore. Le manifestazioni dolorose sono localizzate al quadrante superiore destro e durano qualche ora con un andamento tipico dell’intensità in crescendo-decrescendo: il dolore è irradiato posteriormente alla spalla o alla scapola destra e alla regione interscapolare. ...
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Condizione patologica caratterizzata dalla presenza di pigmento biliare nel sangue in quantità abnormemente elevata. Si ha in tutte le diverse forme di ittero. Colemie familiari sono definite alcune condizioni morbose caratterizzate da livelli elevati di bilirubina nel sangue, che compaiono in diversi membri della stessa famiglia, e che sono probabilmente condizionate da alterazioni congenite dei processi di trasformazione della bilirubina da parte della cellula epatica....
(O peritonite biliare), sindrome clinica, relativamente rara, di gravità per lo più assai elevata, dovuta alla diffusione di bile nella cavità peritoneale.CauseTale fatto si verifica in seguito a lesioni di varia natura a carico della colecisti o delle vie biliari poste al di fuori del fegato: ciò avviene per traumi addominali chiusi o penetranti, o per infezioni particolarmente gravi che determinano una necrosi parietale di questi visceri, o per l’azione lesiva di parassiti, oppure per il continuo traumatismo causato da calcoli biliari. ...
Malattia intestinale infettiva ad andamento epidemico, a decorso grave e spesso mortale.CauseÈ causata da un microrganismo che venne definito Vibrio comma per la sua forma a virgola, o Vibrio cholerae  esso è molto mobile, è aerobio, Gram-negativo e poco resistente agli agenti fisici e chimici, quali l’essiccamento e il calore. Si sviluppa in ambiente alcalino e questa sua caratteristica è utilizzata per isolarlo mediante colture.Il c. ...
Condizione patologica consistente nell’impedito deflusso biliare dal fegato all’intestino. L’aspetto clinico che si accompagna alla condizione di c. è la comparsa di quella colorazione gialla dei tessuti, ben evidente sulla cute che, indipendentemente dalla causa che l’ha provocata, prende il nome di ittero.CauseLe cause che condizionano l’istituirsi di una c. sono numerose e possono essere intrinseche alle vie biliari, esplicare un meccanismo di ostruzione, o agire dal di fuori con un meccanismo di compressione su di esse. ...
Infezioni provocate da un microrganismo, Escherichia coli o colibacillo  questo germe, batterio gram-negativo a forma di bastoncino a estremità arrotondate, è un ospite normalmente presente nella flora batterica del tubo gastrointestinale, ma può, in condizioni particolari, moltiplicarsi e infettare zone vicine, oppure raggiungere la corrente sanguigna o linfatica e insediarsi in distretti più o meno lontani. Dove si impianta, il germe provoca un processo infiammatorio acuto, con formazione di pus ed eventualmente anche di ascessi. ...
Dolore che insorge con carattere improvviso e inatteso, talvolta preceduto da un vago senso di malessere, e che colpisce gli organi cavi forniti di una parete muscolare (intestino, uretere, vie biliari ecc.). Il dolore è dovuto al disordinato succedersi di violente contrazioni della muscolatura del viscere, il che avviene ad opera di stimoli irritativi di ordine meccanico (per es. calcoli), infiammatorio (infezioni) o fisico (per es. freddo). Le caratteristiche delle coliche, i loro punti di irradiazione e i fenomeni riflessi ad esse legati variano da organo a organo e a seconda della causa che le ha provocate.In linea generale le coliche cedono bene alle applicazioni di calore e all’impiego di farmaci che, con meccanismi diversi, svolgono un’azione di rilasciamento sulla muscolatura liscia dei visceri interni....
(O colica epatica), episodio doloroso acuto dovuto a contrazioni intense e prolungate della muscolatura delle vie biliari extraepatiche. La contrazione è conseguenza dell’improvvisa distensione delle pareti di queste formazioni cave e tende a mantenersi finché non venga rimossa la causa che ha provocato la distensione (di solito si tratta di calcoli)  mentre una distensione graduale del coledoco determina semplicemente una fastidiosa sensazione di peso, l’improvviso aumento di pressione si traduce in un violento dolore all’epigastrio. ...
Episodio doloroso acuto dovuto a contrazioni intense e prolungate della parete muscolare dell’intestino. Le cause che determinano la c. intestinale sono numerose e hanno per lo più genesi irritativa: si riconoscono infatti come cause il freddo, taluni avvelenamenti, infiammazioni intestinali, indigestioni, purganti assunti in dose incongrua, parassiti intestinali, stati tossici e tossinfettivi  spesso la c. è conseguenza di un ostacolo al transito intestinale (occlusione intestinale) ed esprime il tentativo da parte dell’intestino stesso di superare l’ostacolo con violente contrazioni della sua muscolatura. ...
Condizione morbosa caratterizzata da un processo infiammatorio dell’intestino colon che può essere diffuso a tutto il colon o circoscritto a un suo segmento. Le coliti possono essere primitive, quando sono dovute a cause che esplicano nel colon la loro attività patogena, o secondarie, quando conseguono a malattie di altri organi o apparati. I più frequenti fattori responsabili dell’insorgenza di coliti sono: batteri (quali Shigella, causa della dissenteria batterica), protozoi (quali l’Entamoeba histolytica, causa dell’amebiasi), miceti (actinomiceti o altri funghi patogeni), metazoi (quali vermi Trematodi appartenenti al genere Schistosoma che determinano la schistosomiasi o bilharziosi), sostanze tossiche, farmaci antibiotici che determinano uno squilibrio nella flora batterica dell’intestino ecc. ...
Nome improprio che si riferisce a un quadro clinico, la stipsi spastica del colon irritabile....
Importante malattia infiammatoria cronica del colon, la c. ulcerosa presenta epidemiologia e cause simili a quelle del morbo di Crohn, mentre se ne differenzia per le lesioni che produce, per alcune manifestazioni cliniche e per l’incidenza diversa di alcune complicanze.È caratterizzata da infiammazione con ulcerazioni multiple della mucosa del retto, del sigma e del colon, soprattutto nel suo tratto discendente, con decorso per lo più contrassegnato dal susseguirsi di episodi acuti (che possono durare fino ad alcuni mesi) e di fasi di remissione  agli episodi acuti può seguire o la guarigione o la trasformazione irreversibile dei tratti colpiti per formazione di tessuto cicatriziale. ...
Sindrome caratterizzata da dolori crampiformi, per lo più a carico delle regioni sinistre dell’addome, che possono durare da pochi minuti fino a diversi giorni, con irregolarità dell’alvo (inizialmente aumento nella frequenza delle defecazioni e successivamente riduzione). Si distinguono diversi quadri clinici, riassumibili essenzialmente in stipsi spastica (definita spesso impropriamente colite spastica), diarrea non dolorosa (definita anche come diarrea nervosa o colite mucosa) e infine stipsi alternata a diarrea. ...
Condizione patologica caratterizzata da uno spostamento verso il basso dell’intestino colon. È dovuta a una particolare lassità delle strutture connettivali e legamentose che trattengono l’intestino crasso alla parete addominale posteriore, ed è più frequente a osservarsi in soggetti femminili di età media. La ptosi isolata del colon è rara  più spesso è associata a ptosi dell’intestino tenue e dello stomaco (gastroenteroptosi) o di tutti i visceri addominali: reni, milza, fegato (splancnoptosi). ...
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Presenza di pigmenti biliari nelle urine, che assumono un colorito giallo-bruno (urine ipercromiche). Tale condizione, che si associa spesso a feci ipo/acoliche (cioè chiare), si osserva quando, per un ostacolo lungo le vie biliari, sia impedito il deflusso della bile nell’intestino così che i suoi componenti sono in parte riassorbiti dalla corrente sanguigna ed eliminati attraverso i reni. L’emissione di urine scure spesso precede la comparsa della colorazione giallastra della cute, tipica dell’ittero colestatico  quindi, il momento della comparsa della coluria fornisce la migliore indicazione circa l’inizio della patologia itterica. ...
Nell’addome si possono osservare contusioni a carico di tutte le formazioni (omento, mesenteri, anse intestinali ecc.)  se la forza dell’agente contusivo è grande, le lesioni conseguenti possono essere anche assai gravi, con lacerazioni e spappolamenti viscerali, emorragie libere nel cavo peritoneale ecc., che richiedono l’intervento del chirurgo....
Aspetto assunto dal colon dolente e contratto, che si presenta al tatto come un cordone consistente....
Anomalia di natura malformativa a carico di un tessuto o di un organo, nel quale risultano presenti strutture che non gli sono proprie (per es. presenza di tessuto pancreatico nello spessore della parete gastrica o di quella intestinale, inclusioni di tessuto surrenalico nel rene o nelle gonadi ecc.). La c. può non dare alcun segno di sé e venire scoperta solo accidentalmente nel corso di un esame istologico della struttura interessata, oppure può determinare disturbi diversi a seconda della sua natura  a volte costituisce il punto di partenza di un tumore detto coristoma....
Nome comune con cui si definiscono i virus che costituiscono la famiglia Coronaviridae, del diametro di circa 80-160 nm, sono i più grandi virus a RNA, capaci di causare affezioni respiratorie ed enteriche in varie specie animali. I C. hanno proteine strutturali e non strutturali ed una complessa sequenza di eventi replicativi e regolatori. Il virus SARS è un c....
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(O enterite regionale o ileite terminale), malattia poco frequente la cui eziopatogenesi non è ancora del tutto conosciuta. Diffusa in tutto il mondo (particolarmente negli Stati Uniti, in Gran Bretagna ed Europa), sul piano epidemiologico, si nota come la malattia sia in progressivo costante aumento soprattutto nei Paesi occidentali.La malattia colpisce soggetti relativamente giovani colpisce nella stessa misura maschi e femmine, tra i 20 e i 40 anni  sono tuttavia sempre più frequenti segnalazioni di prima diagnosi anche in età avanzata., e può interessare qualunque tratto del tubo digerente  nella maggior parte dei casi tuttavia si localizza al tratto terminale dell’ileo (onde il nome di ileite terminale).Un carattere importante è che le lesioni sono segmentarie, cioè interessano segmenti di intestino di lunghezza variabile (da 5 a 25 cm). ...
Intossicazione dovuta a ingestione o inalazione del c.. Come metallo il c. non è praticamente tossico, mentre lo sono i suoi composti solubili, specie l’acido cromico, i cromati e i bicromati.La dose letale del bicromato di potassio è di 5 g ca.  la massima concentrazione tollerabile è 0,01 mg/m3.I soggetti esposti al rischio solitamente lavorano nei seguenti settori: metallurgia, vernici, inchiostri, cemento, elettronica, legnami, fibre tessili, esplosivi.L’azione dei composti solubili è caustica, tossica e allergizzante  si calcola che più del 20% dei lavoratori esposti al rischio del c. ...
Raro tumore che appartiene al gruppo delle proliferazioni di tessuto fibroso, con comportamento intermedio tra proliferazione fibrosa esuberante e fibrosarcoma a basso grado di malignità. Il tumore è costituito da tessuto fibroso ben differenziato che forma masse di consistenza duro-elastica.I desmoidi si suddividono in base alla sede d’insorgenza in forme addominali, intra-addominali ed extra-addominali.Forme addominali, si sviluppano di solito nei muscoli retti della parete addominale, soprattutto in donne nel 2°- 4° decennio di vita, particolarmente in quelle che hanno avuto gravidanze.Forme intra-addominali, insorgono nel mesentere e nella parete pelvica, spesso in associazione con malattie a trasmissione ereditaria, come la malattia di Gardner (poliposi familiare del colon).Forme extra-addominali, a carico dei muscoli delle spalle, del torace, delle gambe. ...
Termine con cui un tempo venivano indicati tutti gli stati morbosi caratterizzati da eccessiva e persistente eliminazione di urine. Il significato è andato in seguito modificandosi fino a indicare alcune malattie del metabolismo nelle quali si ha perdita con le urine di determinate sostanze, per esempio di glucosio (d. mellito) o di alcuni aminoacidi (d. amminico) o di iodio (d. iodico) ecc., il cui metabolismo risulta per varie ragioni alterato, così che esse non possono venire utilizzate dall’organismo....
Forma di d. mellito che costituisce una delle manifestazioni dell’emocromatosi, rara malattia che colpisce quasi esclusivamente i maschi caratterizzata da una alterazione del metabolismo del ferro per cui questo viene assorbito in maggior quantità a livello dell’intestino e si accumula in diversi organi e tessuti. Il d. bronzino è così detto per la tipica pigmentazione bruna della cute dovuta ad accumulo di melanina e di emosiderina. ...
(O d. zuccherino), forma più comune e meglio conosciuta di d., cui nel linguaggio comune di solito ci si riferisce quando si parla di d. Nella sua forma conclamata il d. mellito è un’affezione caratterizzata da un aumento stabile della quantità di glucosio nel sangue (iperglicemia) e di conseguenza dalla comparsa di questa sostanza nelle urine (glicosuria). Tale condizione è in rapporto con un difetto di insulina, ormone prodotto dal pancreas, o con una riduzione dell’attività di tale sostanza: da ciò dipende l’iperglicemia, alla quale fanno seguito tutta una serie di disturbi a carico del metabolismo glucidico, lipidico e protidico. ...
Disturbo consistente nella emissione di feci liquide o poltacee, con aumento nella frequenza delle evacuazioni.CauseUna d. può essere provocata innanzitutto da condizioni patologiche proprie dell’apparato digerente. Così possono essere causa di diarree acute l’ipermotilità intestinale, brusche modificazioni delle abitudini alimentari (d. del turista), stati tossinfettivi (infezioni tifoparatifiche, dissenteria bacillare o amebica, colera), allergie verso sostanze alimentari (latte e latticini, frutta, pesci, crostacei), intossicazioni (alcol, tabacco, carni guaste, funghi, mercurio, arsenico). ...
Malattia diventata di attualità da quando è notevolmente aumentato il flusso turistico nei paesi caldi, tropicali e subtropicali. Questa forma patologica si contrae attraverso gli alimenti e le acque, inquinati da virus (specialmente rotavirus ed enterovirus) e batteri (specialmente coli, salmonelle, yersinie, proteus). La sintomatologia, che compare alcuni giorni dopo l’infezione, è caratterizzata da diarrea, febbre elevata, dolori addominali  si risolve per lo più spontaneamente o con somministrazione di antibiotici....
Predisposizione morbosa verso quelle malattie, comunemente dette artritiche, che sono in rapporto con disturbi del ricambio, quali la gotta, il diabete, l’obesità, le calcolosi, l’artrosi. Nell’infanzia sarebbero manifestazioni di d. artritica i disturbi dell’apparato digerente, respiratorio e cutaneo....
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Forma di stitichezza dovuta ad incapacità a effettuare l’atto della defecazione  di conseguenza il contenuto intestinale, che giunge normalmente sino all’intestino retto, si arresta a si accumula nell’ampolla rettale. Tale condizione può manifestarsi per cause diverse: nei soggetti anziani e debilitati, in cui l’azione dei muscoli addominali è inefficace  nel caso di malattie del retto o dell’ano che rendono doloroso l’atto della defecazione, per cui esso viene evitato  in seguito a disturbi neurologici per cui risultino alterati i riflessi nervosi che, a livello dell’ultimo tratto di intestino, favoriscono l’espulsione delle feci. ...
Difficoltà alla deglutizione, quali che siano le cause e il livello dell’ostacolo.Può interessare contemporaneamente o separatamente i cibi solidi, i liquidi, la saliva: si accompagna frequentemente a una sensazione dolorosa durante il movimento di deglutizione (odinofagia) o ad altre sensazioni particolari come bruciori o crampi.Può essere dovuta a processi patologici diversi (malformazioni, infiammazioni, tumori, ritrazioni cicatriziali, compressioni estrinseche) o a disturbi funzionali (paralisi, discinesie) a carico del cavo orale, della faringe o dell’esofago.Tutte le malattie dell’esofago, pur con sfumature diverse, secondo il particolare tipo di alterazione patologica in atto, presentano un complesso di sintomi che si compendiano nella scialorrea (aumentata salivazione), d. ...
Forma di d. provocata dalla compressione dell’esofago da parte di vasi sanguigni anomali (per es. arteria succlavia destra che, originata dall’aorta discendente anziché dall’arteria anonima, si porta a destra passando tra l’aorta e la colonna vertebrale). Il termine venne introdotto per la prima volta nel 1789, quando le anomalie malformative congenite erano considerate come scherzi della natura (lusus naturae).Tale condizione, riconoscibile con opportune indagini radiografiche, risulta in alcuni casi suscettibile di correzione mediante intervento chirurgico....
È una sindrome determinata dal disturbo della motilità e dell’attività secretoria dello stomaco, non legato a processi patologici precisi a carico dell’organo, o riferibili al tratto gastroenterico superiore, che si esprime con una sintomatologia prevalentemente dolorosa in rapporto cronologico con i pasti. Tale disturbo può essere molto variabile da ammalato ad ammalato. I sintomi più frequenti sono la nausea, il vomito, il senso di peso allo stomaco, l’acidità, l’eruttazione, la dolenzia o il vero dolore.La sintomatologia insorge sempre dopo i pasti e si accompagna a un malessere generale con sudorazioni, cefalea, palpitazioni, nervosismo che può essere anche più fastidioso del disturbo gastrico stesso.La d. ...
Nome generico di affezioni caratterizzate da dolori addominali di tipo colico, e da diarrea con emissione di feci mucose o mucoematiche. Tali manifestazioni possono essere l’espressione di una condizione tossinfettiva generale dell’organismo come quella presente in corso di malattie infettive acute, di avvelenamenti, di intossicazioni endogene.Più spesso tuttavia la d. è sintomo di una malattia primitiva del colon, per lo più di natura infettiva. Le forme più tipiche sono costituite dalla d. ...
Termine che indica in modo generico le manifestazioni patologiche che esprimono una insufficiente o cattiva utilizzazione di vitamine da parte dell’organismo, quale può essere provocata per esempio da insufficiente apporto per diete inadeguate, o da terapie antibiotiche protratte che comportano squilibri nella flora batterica dell’intestino, produttrice di fattori vitaminici, oppure da alterazioni nell’equilibrio tra le diverse vitamine.Le d. si manifestano con quadri clinici complessi e polimorfi, nei quali i sintomi attribuibili al deficit delle singole vitamine risultano spesso associati tra loro. ...
Processo infiammatorio che interessa la parete di un diverticolo  si tratta di una condizione che si instaura molto facilmente in quanto la presenza di un diverticolo, qualunque sia l’organo affetto, comporta il ristagno dei materiali contenuti entro la cavità, con fenomeni fermentativi e putrefattivi e facile impianto di infezioni.I sintomi variano notevolmente a seconda dell’organo interessato, del punto nel quale il d. si è sviluppato, e dell’entità dell’infiammazione. ...
Tale affezione, che consiste in un processo infiammatorio a carico del diverticolo, può essere acuta e simula, in tutto e per tutto, il quadro sintomatologico dell’appendicite acuta, con febbre, vomito e dolore nel quadrante inferiore destro dell’addome e talora all’epigastrio, chiusura dell’alvo alle feci e ai gas, impossibilità a camminare e rapido aggravamento delle condizioni generali, se non si interviene prontamente. Quasi sempre viene posta la diagnosi di appendicite acuta e quindi il paziente (sono colpiti soprattutto i bambini) viene sottoposto all’intervento indicato in tale affezione. ...
Tra i sintomi figura in primo luogo la disfagia, con sensazione di arresto del cibo a livello del collo, dato che gli alimenti anziché la strada dell’esofago imboccano quella più facile del diverticolo. Sono inevitabili i fenomeni infettivi e frequenti i rigurgiti, spesso a notevole distanza dai pasti. Le ripercussioni sullo stato generale sono talora gravi, soprattutto se la nutrizione è gravemente ostacolata. Oltre al progressivo dimagramento, i pazienti, assai spesso, vengono colpiti da broncopolmoniti o ascessi polmonari dovuti all’inspirazione di materiale infetto stagnante nel diverticolo. ...
Dilatazione a forma di sacco che si può formare, a seguito di processi patologici diversi, nella parete di un viscere cavo. Le sedi più frequentemente interessate sono l’intestino colon, la vescica urinaria, l’esofago  in entrambi si può avere a volte la presenza di numerosi diverticoli (diverticolosi).Un d. può essere l’espressione di una malformazione congenita, oppure può formarsi in seguito ad un cedimento circoscritto della parete per la pressione esercitata dal materiale contenuto entro la cavità del viscere, oppure per effetto di processi infiammatori di strutture vicine, i quali durante la fase di guarigione e cicatrizzazione esercitano una trazione e uno stiramento sulla parete del viscere. ...
L’ulcera peptica del diverticolo ha la sua origine nella frequente presenza di isole di mucosa gastrica in seno alla mucosa del diverticolo: questi isolotti producono succo gastrico che ha azione ulcerativa sulla mucosa circostante.Il lato più caratteristico di questa malattia è la comparsa di una classica sintomatologia di ulcera gastroduodenale in un’età insolita: l’infanzia. Il piccolo accusa dolori che si ripetono a una determinata distanza dal pasto per periodi di tempo che oscillano tra i venti e i trenta minuti, per lo più in primavera e in autunno, dolori che però, solo raramente, cessano in seguito all’ingestione di qualche alimento.Molto frequentemente tali ulcere sanguinano e quindi la ricerca del sangue occulto nelle feci risulta positiva  non è raro infine che il diverticolo si perfori in corrispondenza dell’ulcera e allora la conseguenza inevitabile sarà la peritonite.La diagnosi di questa affezione è difficile: assumono importanza l’età e l’esame radiologico  comunque, per arrivare alla diagnosi, occorre avere esclusa la presenza di altre malattie più frequenti che colpiscono il bambino e che possono dare emorragie o perforazioni. ...
È un’anomalia congenita che pone sovente dei delicati problemi diagnostici e che frequentemente viene individuata con esattezza solo durante un intervento operatorio, intrapreso per altri motivi. Nell’embrione, sino alla fine del terzo mese di vita intrauterina, esiste un’importante formazione, il canale onfalomesenterico o vitellino che, passando attraverso l’anello ombelicale, unisce l’intestino primitivo alla vescicola ombelicale (sacco vitellino), una formazione embrionale destinata essa pure a scomparire. ...
È un’estroflessione della mucosa e sottomucosa o di tutta la parete esofagea.Nel primo caso si tratta di diverticoli da pulsione, che insorgono perché un’alterata motilità esofagea o una ostruzione possono causare un aumento della pressione endoluminale e quindi spingere la mucosa e la sottomucosa a erniare attraverso la muscolatura esofagea.Le sedi più frequenti di queste formazioni sono quella cervicale e quella a livello dell’esofago distale. Questi diverticoli sono detti rispettivamente faringo-esofagei ed epifrenici.Nel secondo caso, evenienza più rara, si tratta di diverticoli da trazione, originatisi dalla retrazione, dovuta a sclerosi, di qualche linfonodo periesofageo, sede di precedenti infezioni. ...
Presenza di diverticoli a carico di uno o più organi....
Anomalia del colon caratterizzata da un suo abnorme allungamento. Tale condizione è spesso congenita  a volte si associa a dilatazione del tratto intestinale interessato (dolico-megacolon) come nella malattia di Hirschsprung in cui dilatazione e allungamento sono la conseguenza di un difetto dell’innervazione della parete intestinale, che determina paralisi dei movimenti peristaltici. Il d. tuttavia può anche manifestarsi nell’età avanzata quale conseguenza dell’assottigliamento e allungamento delle pareti intestinali. ...
Complesso di sintomi che si osserva talvolta in pazienti sottoposti a resezione parziale dello stomaco. Il termine, preso a prestito dal linguaggio economico inglese, è dovuto al brusco passaggio di alimenti dallo stomaco all’intestino attraverso la comunicazione creata con l’intervento. Tale resezione gastrica altera infatti in misura più o meno importante i normali processi della digestione condizionando perciò il passaggio nell’intestino di alimenti non ancora completamente elaborati dalla fase digestiva gastrica  essi determinano la liberazione di sostanze ad azione dilatatrice sui vasi e stimolatrice sulle terminazioni nervose. ...
Dilatazione uniforme del lume di un organo cavo (stomaco, vescica) o di un vaso sanguigno (aorta).Può trattarsi di un’alterazione congenita legata ad anomalie malformative, come in certe malattie dell’intestino (megacolon, megaesofago)  più spesso invece si tratta di un’alterazione acquisita della parete dell’organo che cede progressivamente (in seguito a processi infiammatori acuti e cronici, o a processi degenerativi), oppure ad un ristagno nella cavità di secreti vari, per l’esistenza di un ostacolo al loro deflusso. ...
Particolare tipo di prolasso ano-rettale. In esso si verifica non soltanto la fuoriuscita della parete anteriore del retto, ma anche del peritoneo compreso tra vescica e retto nell’uomo, e tra utero e retto nella donna, accompagnato raramente da anse intestinali. La sintomatologia è caratterizzata dalla fuoriuscita della parete del retto dall’orificio anale con infiammazione della parte, bruciori e ulcerazioni. Come complicanza si può avere la perdita di feci per rilasciamento dello sfintere dell’ano.La terapia è chirurgica, di ripristino dei rapporti tra le formazioni anatomiche....
Emissione, con il vomito, di sangue fresco di color rosso, o di sangue che ha subito l’azione digestiva dei succhi gastrici, diventando di colore nerastro.Le cause più comuni di e. sono l’ulcera gastrica o duodenale e la cirrosi epatica. Nel primo caso l’emorragia è dovuta alla erosione di rami vasali di un certo calibro da parte del processo ulcerativo  nel secondo alla rottura di varici dell’esofago e dello stomaco che si formano in conseguenza dell’aumento della pressione sanguigna nel circolo portale. ...
Emissione dal retto di sangue rosso vivo, generalmente è segno di emorragia del tratto digestivo inferiore, o di massiva emorragia del tratto digestivo superiore che giunge al retto ancora di colore rosso e non nero come avviene nella melena. Le cause sono: la colite ulcerosa infezioni da shighella e ameba, diverticoli, lesioni rettali improvvisi o traumi da corpi estranei. La diagnosi è clinica, la causa viene ricercata con rettosigmoidoscopia o esofagogastroduodenoscopia. ...
Affezione caratterizzata da un abnorme e progressivo deposito di ferro nei tessuti, con danno a diversi organi (quali, per es., pancreas, surreni, ipofisi, cuore, cute, testicoli) ma soprattutto al fegato, nel quale si sviluppa un processo di fibrosi o di cirrosi. L’e. può essere il risultato di condizioni diverse. Nella sua forma più tipica essa è legata ad una anomalia dei processi che regolano l’assorbimento del ferro da parte della mucosa intestinale, e si presenta come malattia a carattere familiare (interessa cioè di solito più membri di una stessa famiglia, sia pure con diverso grado di gravità), manifestandosi soprattutto nei soggetti maschi in età compresa tra i 40-60 anni.SintomiI sintomi possono essere variabili, in rapporto agli organi maggiormente compromessi  i più caratteristici, anche se non sempre tutti presenti, sono la cirrosi epatica, il diabete e una pigmentazione di colore grigio-ardesia della cute (diabete bronzino)  si possono avere inoltre disfunzioni endocrine e disturbi cardiaci.TerapiaLa terapia consiste nel praticare salassi ripetuti e nel somministrare sostanze chelanti del ferro, allo scopo di operare una sottrazione del ferro dai tessuti  essa ottiene di solito un notevole miglioramento tanto dei sintomi quanto della prognosi.L’e. ...
Versamento di sangue nella cavità peritoneale.CauseL’e. può essere provocato da: traumi chiusi dell’addome che causino rotture di organi (fegato, milza, intestino), traumi penetranti che ledano organi o grossi vasi, rotture di aneurismi, erosioni di vasi da parte di tumori, rotture tubariche da gravidanze extrauterine, manovre chirurgiche non corrette (endoscopie, tentativi di aborto), conseguenze di interventi chirurgici (emostasi non accurata, cattiva tenuta di allacciature vasali) ecc.SintomiL’e. ...
Dilatazioni patologiche di alcune delle vene emorroidarie, meno frequentemente di una sola di esse, che si evidenziano con la comparsa, sulla superficie della mucosa dell’ano, di noduli di dimensioni varianti da un pisello ad una nocciola, di colorito violaceo, di consistenza molliccia e più o meno dolenti. Esse possono comparire sul contorno dell’ano (e. esterne) oppure lungo il canale anale (e. interne).Le e. sono un’affezione assai comune e diffusa  esse sono a volte l’espressione di un ostacolo al deflusso del sangue nella vena porta o nella vena cava: in tal caso esse prendono la denominazione di e. ...
Perdita involontaria delle feci. Si tratta di un disturbo funzionale, indipendente cioè da processi patologici, associato a volte ad emissione involontaria di urine o enuresi. Spesso avviene durante il sonno (e. notturna), in bambini con reazioni emotive e psichiche anomale, e richiede un trattamento psicoterapico....
Condizione patologica caratterizzata dalla presenza abnorme di aria o di gas nei tessuti, che determina un aumento di volume della parte interessata e, alla palpazione, un crepitio caratteristico dovuto alla presenza delle bollicine gassose. E. si può avere, per esempio, a livello del tessuto sottocutaneo in caso di infezioni da parte di germi della cancrena gassosa, nei tessuti del mediastino e del collo in conseguenza di lesioni del polmone. Esiste un e. post-chirugico legato all’insufflazione di anidride carbonica nel sottocute durante gli interventi laparoscopici (la CO2 viene usata per dilatare la cavità addominale creando così più spazio per introdurre gli strumenti chirurgici laparoscopici)....
Processo infiammatorio a carico dell’intestino tenue. Le enteriti possono essere provocate da cause assai varie e, a seconda dei sintomi, vengono distinte in acute e croniche....
Possono essere provocate da virus (quali per es. i virus ECHO, i virus Coksackie), da batteri (quali salmonelle, stafilococchi, streptococchi ecc.) o tossine batteriche (per es. l’enterotossina stafilococcica assunta con alimenti inquinati), da sostanze chimiche varie  più raramente sono in causa funghi patogeni o altri parassiti.SintomiI sintomi dell’e. acuta, che variano per intensità a seconda della gravità delle alterazioni intestinali, sono essenzialmente: diarrea, dolori addominali e vomito. ...
Può essere provocata dagli stessi agenti in causa nelle forme acute, ed è caratterizzata soprattutto dalla presenza di diarrea.Una forma di e. cronica è quella tubercolare, che si localizza soprattutto all’ileo e che colpisce di solito soggetti adulti portatori di focolai tubercolari polmonari aperti, soggetti che quindi deglutiscono il materiale infetto proveniente dai polmoni. La sintomatologia in questi casi è molto vaga, con dolori addominali, diarrea, scomparsa dell’appetito, perdita di peso. ...
’ vedi CROHN, MORBO DI...
Denominazione di alcuni tipi di ernie caratterizzate da un contenuto di sole anse intestinali....
Affezione dovuta ad un processo infiammatorio acuto o cronico che colpisce contemporaneamente l’intestino tenue e l’intestino crasso.E. AcutaParecchie malattie infettive hanno una sintomatologia enterocolitica acuta: il tifo, il paratifo, il colera, l’amebiasi, le tossinfezioni alimentari.Più frequenti sono però le forme banali dovute ad una riacutizzazione della virulenza della flora batterica, ospite abituale dell’intestino (Bacterium coli, Proteus, enterococchi, stafilococchi e streptococchi), provocata da disordini alimentari, indigestione, freddo, emozioni o influenze che provocano turbe motorie o secretorie digestive.I disturbi più caratteristici sono la diarrea e il dolore addominale. ...
Emorragia del tubo intestinale, che si manifesta con l’emissione di feci contenenti sangue.Quando il colore del sangue è rosso vivo esso proviene di solito da uno degli ultimi segmenti dell’intestino (colon, sigma, retto)  quando invece il sangue proviene dai segmenti più alti del tubo digerente (stomaco, duodeno) esso subisce l’azione dei succhi digestivi per cui, quando viene emesso all’esterno con le feci, ha un colore nero (color fondo di caffè): in questo caso si parla di melena.CauseLe cause di e. ...
Dolore avvertito in corrispondenza del fegato. È un sintomo che può comparire nel corso di numerose malattie di questo organo, soprattutto di quelle che ne determinano un aumento di volume con conseguente distensione della capsula (glissoniana) che lo avvolge ed irritazione delle terminazioni nervose in essa contenute.Una delle cause più comuni è la stasi circolatoria che si ha nello scompenso cardiaco  più raramente la cirrosi, l’epatite virale, i tumori del fegato. ...
Malattia determinata da fattori di varia natura, che comportano l’instaurarsi nel fegato di un processo infiammatorio acuto o cronico....
L’e. acuta è un processo infiammatorio acuto del fegato, che può essere causato da batteri, virus o altri microrganismi, oppure da sostanze tossiche (alcol, farmaci, funghi). Alcune malattie, come leucemia e linfomi, possono dare luogo a infiltrazioni del fegato, che possono simulare un’e. acuta. Tuttavia in questo caso non è presente uno stato infiammatorio acuto del fegato. Tra i microrganismi in grado di causare un’e. acuta vanno citate le spirochete, responsabili della sifilide, e i miceti o funghi, che colpiscono i soggetti con difese immunitarie compromesse. ...
Si tratta di un processo infiammatorio cronico del fegato persistente da almeno sei mesi. In genere l’e. cronica è l’esito di una forma acuta che non si è risolta caratterizzata dalla persistenza nel tempo di necrosi epatocitaria, infiammazione ed in ultimo fibrosi.CauseLe cause sono analoghe a quelle della forma acuta: virus, alcol, farmaci e sostanze tossiche. Esistono anche delle forme “autoimmuni”, dovute cioè ad autoaggressione dell’organismo nei confronti di antigeni propri, e delle forme causate dal deficit totale o parziale di un enzima, l’alfa 1-antitripsina.Classificazione istopatologicaTre sono i possibili quadri istologici di e. ...
Processo infiammatorio acuto che colpisce i dotti biliari intraepatici ed il tessuto epatico circostante, provocato da germi di varia natura che raggiungono il fegato e le vie biliari.SintomiI sintomi principali sono caratterizzati da dolore alla regione epatica, sia spontaneo che provocato dalla palpazione, febbre, ittero di modesta entità, aumento dei leucociti neutrofili nel sangue e della velocità di sedimentazione dei globuli rossi. Si associano poi di solito disturbi gastrointestinali (perdita dell’appetito, nausea, senso di peso allo stomaco) e deperimento delle condizioni generali. ...
Tumore del fegato derivato dalla proliferazione di epatociti.Il termine viene usato soprattutto per indicare tumori maligni, meglio definiti in tal caso come epatocarcinoma o carcinoma epatocellulare. Questo tipo di tumore presenta notevoli differenze di incidenza in rapporto a particolari aree geografiche.Esso è relativamente raro nelle nostre regioni, così come in generale in Europa e nell’America settentrionale  nell’Africa nera (soprattutto tra i Bantu), nell’Asia meridionale e orientale è invece un tumore molto frequente.CauseQuesta particolare distribuzione geografica viene messa in rapporto a diversi fattori: infestazioni parassitarie, diffusione del virus dell’epatite B, C e delta, e soprattutto presenza di sostanze cancerogene negli alimenti (in particolare l’aflatossina B, prodotta da un fungo microscopico che cresce con facilità sui cereali conservati in ambiente umido). ...
Segno clinico caratterizzato da aumento di volume del fegato  può essere diffuso ed uniforme, oppure irregolare e limitato solamente ad alcune sue parti. Tale carattere viene rilevato dal medico attraverso la palpazione dell’addome (che consente di apprezzare il margine inferiore dell’organo) e la percussione della parete toracica di destra (che consente di individuarne il limite superiore) È un sintomo comune a molte condizioni morbose proprie di questo organo. ...
Termine generico per indicare una malattia del fegato, qualunque ne sia la natura o la causa....
Fuoriuscita di un organo (o di una sua parte) o di un viscere dalla sua sede naturale verso una cavità del corpo o all’esterno del corpo stesso, accompagnato dal suo rivestimento di membrana sierosa. Un’e. può essere interna, se protrude verso una cavità dell’organismo (per es. l’e. diaframmatica) oppure esterna, se si fa strada attraverso la parete che delimita la cavità nella quale è accolto il viscere erniato attraverso un’area di debolezza della parete, o attraverso un orifizio o un canale naturale.Nell’insorgenza dell’e. ...
Protrusione di un’ansa intestinale, più raramente di altre formazioni anatomiche, attraverso l’anello crurale, cioè attraverso quello spazio delimitato dalla branca orizzontale del pube, dall’arcata femorale e dalla vena femorale per indebolimento della fascia che lo ricopre (fascia ileo-pubica). In realtà attraverso questo spazio l’e. crurale si fa strada con la massima frequenza, ma essa può insinuarsi in qualsiasi punto del triangolo formato dall’arcata femorale e dalla branca orizzontale del pube. ...
Fuoriuscita, dovuta a cause congenite o acquisite, di un viscere o di una sua porzione attraverso un’apertura naturale o neoformata del diaframma. Al di fuori di rarissime eccezioni sono sempre i visceri addominali che entrano nella cavità toracica, e ciò per la maggiore pressione esistente nell’addome.I tipi di e. diaframmatica sono assai numerosi e possono venire così raggruppati: ernie iatali, ernie che si sviluppano attraverso altre aperture del diaframma, ernie traumatiche e relaxatio diaframmatica.Ernie iataliSono le ernie che si fanno strada nello iato esofageo, cioè nel forame che dà passaggio all’esofago dal torace all’addome. ...
Fuoriuscita di un viscere dal cavo addominale attraverso la parete compresa tra lo sterno e l’ombelico in corrispondenza della linea mediana. Essa si forma sfibrando le fasce muscolari che costituiscono, appunto sulla linea di mezzo, la cosiddetta linea alba. È un’e. quasi sempre di piccole dimensioni, ma assai dolorosa. Il suo contenuto è formato da tessuto adiposo, più raramente da anse intestinali. La si apprezza come una piccola tumefazione dolente difficilmente riducibile.La terapia consiste nell’intervento chirurgico di allacciatura del sacco e di ricostruzione della parete addominale....
Fuoriuscita di un viscere, rappresentato il più delle volte da un’ansa intestinale, attraverso il canale inguinale, cioè attraverso quel tragitto naturale che consente il passaggio, dall’interno della cavità addominale all’esterno del funicolo spermatico nell’uomo e del legamento rotondo dell’utero nella donna. Essa rappresenta la più comune delle ernie e, per la maggiore ampiezza del canale inguinale, è più frequente nell’uomo. ...
Fuoriuscita di un viscere o di una sua porzione attraverso l’orifizio ombelicale. Questa condizione morbosa può essere congenita e prende il nome di esonfalo  oppure può manifestarsi più tardivamente, nei bambini o negli adulti.L’e. ombelicale del bambino compare entro il 4°-5° mese di vita poiché entro tale periodo si completa la cicatrizzazione e la chiusura dell’anello ombelicale. Cause predisponenti, quali la prematurità, la denutrizione, il rachitismo, le tossi insistenti, la stitichezza ostinata, possono far sì che, poco alla volta, i tessuti ombelicali si distendano fino ad offrire alloggio ai visceri addominali erniati.La terapia è di attesa con contenzione per mezzo di fasce adatte  nei casi irrisolvibili si ricorre all’intervento chirurgico.L’e. ...
Processo infiammatorio della parete esofagea. Il termine è spesso usato in senso estensivo per indicare oltre ai processi di origine batterica, virale o allergica, le lesioni da caustici, le reazioni al passaggio o alla penetrazione di corpi estranei, e la e. peptica, dovuta all’azione digestiva del succo gastrico acidopeptico che invade la parte inferiore dell’esofago per un reflusso gastroesofageo. Le esofagiti batteriche più comuni si distinguono in acute e croniche e queste ultime in aspecifiche e specifiche (tubercolari e luetiche). ...
Dolore percepito a livello retrosternale. Può manifestarsi come bruciore spesso associato alla sensazione di risalita di materiale liquido e caldo o al rigurgito (pirosi) o come vero e proprio dolore toracico simil-anginoso. In entrambi i casi dovuto al reflusso gastroesofageo o a spasmo esofageo più frequentemente in presenza di ulcera peptica. La pirosi insorge per lo più entro un’ora dalla fine del pasto specie se questo è stato abbondante o conteneva grassi, cioccolato o alcolici....
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Stato morboso che consegue ad un’alimentazione cronicamente insufficiente sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo. Può evolvere in due stadi, il primo detto della forma atrofica secca, in cui si ha riduzione della massa corporea per atrofia del tessuto adiposo, di quello muscolare e dei tessuti connettivi ed interstiziali. La cute è sottile, asciutta, anelastica, di colore bruno-giallastro. Il secondo stadio è detto della forma idropica ed è caratterizzato dagli edemi, diffusi o localizzati al viso o agli arti inferiori. ...
Malattia determinata da infestazione dell’organismo da parte di un verme trematode, Fasciolopsis buskii. La f. è diffusa soprattutto nell’Asia orientale, particolarmente in Cina. Questo parassita, che allo stadio adulto misura 2-7 cm di lunghezza e 8-20 mm di larghezza, si stabilisce nel duodeno e nel digiuno, e può parassitare tanto l’uomo quanto altri animali (particolarmente il cane e il maiale). L’uomo si infetta ingerendo erbe acquatiche sulle quali si siano fissate le metacercarie del parassita  da queste si liberano nell’intestino i vermi immaturi che si attaccano alla parete e si sviluppano sino allo stadio adulto in 3 mesi ca. ...
Ammasso di feci particolarmente consistenti ristagnanti nell’intestino crasso. Esso si forma in soggetti predisposti alla stitichezza cronica (specie se osservano una dieta incongrua) e nelle persone anziane, per il ristagno delle feci nell’intestino colon, ove esse subiscono una progressiva disidratazione: pertanto la loro consistenza va via via aumentando. In tal modo la loro emissione diventa sempre più difficoltosa. Se poi esistono condizioni particolarmente favorevoli, un piccolo ammasso di feci può impregnarsi di sali di calcio e assumere l’aspetto di un sasso. ...
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Lesione di forma grossolanamente tubulare, fornita di un tragitto e di uno o due sbocchi, che mette in comunicazione un tessuto oppure un viscere, una cavità o una superficie dell’organismo con un altro tessuto o viscere o cavità o superficie dell’organismo e che possiede scarsa o nessuna tendenza alla guarigione spontanea. La f. può essere congenita o rappresentare l’esito di un trauma o di un processo patologico  può anche costituire il risultato di un intervento chirurgico che si è proposto di porre in comunicazione reciproca, temporanea o definitiva, due formazioni anatomiche. ...
Intossicazione acuta o cronica dovuta ad assunzione di f. o di suoi composti.Delle due forme allotropiche dell’elemento (f. giallo e f. rosso) il f. giallo è molto tossico, mentre il f. rosso non è biologicamente attivo, ed è quindi privo di tossicità.Il f. giallo è un veleno generale delle cellule in quanto interferisce in diversi settori vitali del metabolismo cellulare, determinando alterazioni degenerative e necrotiche che si manifestano particolarmente a livello del fegato.La dose letale è di 50 mg.L’avvelenamento acuto è raro ed è legato essenzialmente alla ingestione (accidentale o a scopo suicida) di veleni per topi o di insetticidi  esso era più frequente in passato, quando il f. ...
Dovuta ad ischemia della parete con necrosi. Spesso è conseguenza di colecistiti, vasculiti, empiema o torsione ed il più delle volte esita nella perforazione con quadro autolimitantesi nel caso di piccole perforazioni (l’omento contiene il processo peritonitico) o quadro di peritonite massiva in caso di perforazioni più significative....
(O sindrome di Hurler), rara malattia congenita del metabolismo, a carattere ereditario, appartenente al gruppo delle mucopolisaccaridosi. Essa è caratterizzata dall’accumulo di mucopolisaccaridi in diversi tessuti, per un difetto enzimatico che ne impedisce il catabolismo (difetto dell’enzima alfa-ialuronidasi). Vengono interessati soprattutto la milza, il fegato, il midollo osseo, il tessuto nervoso, i fibroblasti disseminati nei tessuti connettivi. I mucopolisaccaridi accumulati vengono anche eliminati attraverso le urine sotto forma di dermatansolfato e di eparansolfato. ...
(O epigastralgia), dolore viscerale profondo di origine gastrica, percepito soggettivamente in sede gastrica, al di sotto dello sterno, sulla linea mediana o un po’ verso sinistra o verso l’ombelico, più raramente verso destra. Qualche volta può irradiarsi posteriormente verso le ultime vertebre toraciche. È accompagnato quasi sempre da spiccata dolorabilità alla pressione sulla regione epigastrica e spesso da aumento della sensibilità dolorifica della cute. ...
Dilatazione anormale dello stomaco. Il termine, nel campo della patologia, identifica una condizione di dilatazione acuta dello stomaco, come si può osservare dopo interventi chirurgici, traumi addominali, parti, coliche addominali ecc.  una categoria a parte formano le gastrectasie da ostruzione meccanica del piloro causate di solito da un’ulcera o da neoplasie. La malattia consiste in un aumento rilevante del volume gastrico per dilatazione delle sue pareti, scomparsa dei movimenti peristaltici, congestione della mucosa e aumento imponente della secrezione che riempie la cavità insieme a quantità talvolta enormi di gas.CauseLe cause sono da ricercarsi in un’alterazione riflessa dell’innervazione del viscere o in disturbi del metabolismo idrosalino.SintomiLa malattia si manifesta con un senso di oppressione epigastrica crescente fino a conferire al malato una sensazione di grave malessere. ...
Processo infiammatorio dello stomaco, e in particolare della sua tunica mucosa, che può presentarsi sia in forma acuta, sia in forma cronica.G. acutaLe cause più frequenti di g. acuta possono essere considerate: i farmaci (aspirina e altri farmaci antinfiammatori), l’alcol e le abbondanti libagioni, lo stress. Lo stress e i farmaci antinfiammatori, come l’aspirina, causano una forma di gastrite definita acuta erosiva. Questa è caratterizzata dalla comparsa di erosioni (perdita di sostanza) poco profonde, spesso multiple, nello stomaco e raramente in duodeno. ...
Processo infiammatorio che interessa contemporaneamente la mucosa gastrica e la duodenale.CauseLe cause più frequenti possono essere considerate: i farmaci (aspirina e altri farmaci antinfiammatori), l’alcol e le abbondanti libagioni, lo stress.SintomiLa sintomatologia presenta alcuni aspetti particolari che permettono una diagnosi esatta. Quando vi è un interessamento duodenale le emorragie sono molto più frequenti e compaiono spesso improvvisamente, precedute soltanto da una sensazione di calore o di bruciore all’epigastrio  la digestione è tuttavia sempre molto laboriosa e si accompagna costantemente a cefalea postprandiale.DiagnosiLa diagnosi esatta può comunque venir posta soltanto attraverso l’esame radiologico, che evidenzia una irregolarità e grossolanità del disegno mucoso duodenale, con pliche ispessite e rilevate, o tramite esame endoscopico.TerapiaLa terapia consiste anzitutto nell’allontanare o nell’opporsi all’azione dell’agente gastrolesivo, quindi nel praticare una terapia gastroprotettiva  in seguito è necessario intervenire sulle alterazioni secretorie dello stomaco.È ovvio che contemporaneamente deve essere praticata una dieta opportuna ricca di vitamine, utili al trofismo delle mucose, e priva di ogni cibo irritante....
Affezione dovuta a un processo infiammatorio acuto o cronico che colpisce contemporaneamente stomaco e intestino.CauseÈ in genere dovuta a squilibri alimentari o a ingestione di cibi alterati o tossici. G. si ha anche nel corso di alcuni avvelenamenti (da sublimato corrosivo, da acidi, da alcali, da funghi velenosi ecc.).SintomiI sintomi sono rappresentati da vomito e diarrea e accompagnati di solito da crisi dolorose addominali.TerapiaLa terapia si basa sul riposo a letto, dieta idrica, somministrazione di astringenti o disinfettanti intestinali ed eventualmente anche di farmaci per calmare il dolore.Negli avvelenamenti è importante ricorrere alla lavanda gastrica o alla somministrazione di opportuni antidoti, in rapporto con il tossico responsabile....
La g. assume caratteri di particolare gravità, ed è detta anche colera infantile  essa colpisce prevalentemente i bambini allattati artificialmente, specie nella stagione estiva.La malattia insorge rapidamente e si manifesta con vomito intenso, diarrea siero-mucosa (spesso fino a 15-20 scariche nelle 24 ore) e rapida compromissione dello stato generale  la perdita di liquidi e di elettroliti può essere di tale entità da portare a morte il bambino. La terapia si basa sulla reidratazione del bambino, allo scopo di riequilibrare il metabolismo idrico e salino, e sulla somministrazione di una dieta idrica eventualmente associata a farmaci o alimenti astringenti (farina di carrube)  il ritorno all’alimentazione normale deve essere graduale.La g. ...
Condizione patologica determinata da uno spostamento dello stomaco dalla sua sede abituale verso il basso. CausePuò essere la conseguenza di abnorme lassità congenita dei legamenti che mantengono in sede lo stomaco, oppure di un dimagramento molto accentuato o di un rilasciamento delle pareti addominali causato da gravidanze ripetute, ernie, sventramenti, ecc.La malattia si presenta frequentemente nelle donne, in soggetti longilinei, magri, dalla muscolatura complessivamente debole. ...
Perdita di sangue proveniente da una lesione dello stomaco.CauseLe cause che provocano una g. sono assai numerose e possono essere locali o generali. Tra le prime enumeriamo le emorragie provenienti da un’ulcera che abbia eroso un vaso sanguigno di calibro sufficiente, quelle provenienti dalla rottura di un vaso venoso abnormemente dilatato per difficoltà di scarico (come, per es., le varici esofago-gastriche d ipertensione portale), quelle provenienti da angiomi della mucosa, quelle legate ad episodi infiammatori acuti (gastriti), quelle conseguenti ad interventi chirurgici sullo stomaco. ...
Termine non più usato nella pratica medica moderna. Descriveva una condizione patologica caratterizzata da produzione di secreto gastrico abnormemente abbondante. Tale iperfunzione interessa in genere tutte le componenti secretive della mucosa gastrica, pur potendo riguardare talora prevalentemente la produzione di muco o quella di acido cloridrico (si parla allora di g. iperacida).Questa affezione può essere un sintomo di infiammazioni della parete (gastriti ipersecretive), oppure può costituire un disturbo puramente funzionale (particolarmente in soggetti neurodistonici).Il paziente con g. ...
(Prende il nome da Philippe Charles Ernest Gaucher, medico francese - Champlemy, 1854 - Parigi, 1918), malattia ereditaria trasmessa come carattere autosomico recessivo, dovuta a un difetto enzimatico del metabolismo che comporta l’accumulo di glucocerebrosidi in diversi tessuti, particolarmente nelle cellule istiocitarie del fegato, della milza, dei linfonodi, del midollo osseo, e nel tessuto nervoso. È causata dal deficit di beta-glucocerebrosidasi (o beta-glucosidasi).La malattia si può manifestare a ogni età  le forme infantili hanno un decorso grave e rapidamente evolutivo, caratterizzato da spiccato aumento di volume del fegato e della milza e da gravi danni cerebrali.Nelle forme che si manifestano invece in età adulta non si ha di solito interessamento del sistema nervoso centrale, e la malattia ha un decorso cronico, con aumento di volume del fegato e della milza, ittero, anemia, emorragie, lesioni osteoarticolari. ...
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(Prende il nome da Frantz Glénard, medico francese - Lione, 1848 - Vichy, 1920)-- vedi VISCEROPTOSI...
Gruppo di difetti congeniti del metabolismo del glicogeno, per lo più legati a deficit di attività di uno o più enzimi interessati alla sintesi o alla mobilizzazione della sostanza.Le g. sono caratterizzate da un abnorme e progressivo accumulo di glicogeno in diversi tessuti. Sulla base del metabolismo del glicogeno possiamo distinguere due gruppi di patologie: quelle epatico-ipoglicemiche e quelle muscolo-energetiche  esiste poi un altro piccolo gruppo a patogenesi particolare. ...
Processo patologico caratteristico dello stadio terziario della sifilide, che si può manifestare, con lesioni singole o multiple, costituite da nodosità piuttosto grosse, che si localizzano soprattutto agli arti, ma anche in altre parti del corpo (cute e mucose, fegato, ossa ecc.) a distanza di molti anni dal momento dell’infezione, se la malattia non viene curata. Dopo un periodo detto di crudezza, durante il quale le nodosità si presentano dure, in seguito si assiste al progressivo rammollimento della lesione, circondata però da una capsula di tessuto connettivo, di colorito bianco grigiastro e di aspetto gommoso. ...
Rara malattia caratterizzata da proliferazione, in diverse sedi dell’organismo, di istiociti contenenti colesterolo, misti a volte a granulociti eosinofili  tali proliferazioni, simili a masse tumorali, determinano distruzione e fenomeni di compressione dei tessuti. Le sedi più colpite sono le ossa, la cute, il fegato, la milza, i polmoni, i linfonodi. Le localizzazioni ossee, evidenziabili all’esame radiografico come aree di osteolisi, sono molto caratteristiche  quando si ha interessamento delle ossa craniche, e in particolare della regione ipofisaria e dell’orbita, si determinano diabete insipido ed esoftalmo. ...
(O megacolon agangliare), la malattia di Hirschsprung è una delle più comuni malformazioni intestinali (1/5.000). È caratterizzata da assenza di gangli nella tonaca muscolare e mucosa del colon: è dovuta a un’anomalia dello sviluppo del sistema nervoso enterico. È caratterizzata dall’assenza delle cellule gangliari, responsabili dell’innervazione intrinseca delle fibre muscolari nella parte terminale dell’intestino, nel retto (30%), retto-sigma (44%), intero colon (8%)  questo difetto è responsabile dell’occlusione o di una grave costipazione nella regione più bassa dell’intestino. ...
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Vasta famiglia di composti organici a base di carbonio e idrogeno  diffusi in natura quali componenti di gas naturali, del petrolio, del catrame sono utilizzati soprattutto come combustibili, lubrificanti, solventi e come materie prime per l’industria chimica.Essi sono chimicamente poco reattivi, di solito più leggeri dell’acqua con cui non sono miscibili  per questo, un inquinamento per perdita di petrolio, da navi cisterna in mare, è assai difficile da controllare prima che le correnti trasportino il liquido galleggiante verso le coste, raggiunte le quali il danno può diventare inarginabile per la persistenza degli i. ...
Raccolta patologica di liquido non infiammatorio (trasudato) nelle cavità sierose dell’organismo. A seconda della cavità interessata si può avere: ascite, idrarto, idrocele, idrocefalo, idrotorace, edema (quando il liquido si raccoglie negli spazi intercellulari). La raccolta di liquido contemporaneamente in tutte le cavità sierose dell’organismo (pleura, pericardio, peritoneo), viene detta anche anasarca. La causa più frequente di i. è la stasi circolatoria con conseguente aumento della pressione capillare venosa (per esempio nello scompenso cardiaco congestizio) per cui una quota dei liquidi del sangue trasuda dai vasi nelle cavità sierose  lo stesso processo si può verificare per una riduzione della pressione oncotica del sangue (ridotta presenza di proteine plasmatiche, per esempio nella insufficienza epatica e nella sindrome nefrosica) o più raramente per lesione dei vasi.Quando invece la raccolta si instaura nella cavità di un organo (per es. ...
Processo infiammatorio che interessa l’intestino ileo. Questo tratto del tubo digerente viene in genere coinvolto in tutte le malattie di natura infiammatoria dell’intestino tenue (v. enterite)  un interessamento elettivo dell’ileo, soprattutto della sua porzione terminale prossima alla valvola ileocecale, si può avere nei casi di colite ulcerativa (specie nelle forme di lunga data), e nel morbo di Crohn in cui l’i. costituisce una delle localizzazioni più tipiche.Infiammazioni acute dell’ultimo tratto dell’ileo si hanno nei bambini (i. ...
Malformazione congenita caratterizzata da mancanza di pervietà di una apertura o di un canale naturale dell’organismo (i. dell’ano, dell’imene, della vagina ecc.). Per le strutture canalicolari si parla più spesso di atresia (esofago, trachea, intestino,ecc). Richiede in genere un intervento chirurgico per ristabilire la pervietà....
Disturbo del controllo degli sfinteri anale o vescicale che si manifesta con la perdita involontaria di feci o di urine....
Cause: Sono da ricondursi a lesioni congenite od acquisite dell’apparato sfinteriale. Lesioni congenite possono riguardare questo stesso apparato (difettoso sviluppo) o le formazioni nervose che ne regolano il funzionamento (lesioni al midollo dovute alla spina bifida, lesioni congenite del sistema nervoso centrale o periferico ecc.). Lesioni acquisite possono interessare l’apparato sfinteriale direttamente (traumi, interventi chirurgici) o indirettamente per lesioni del retto (prolasso, emorroidi, tumori ecc.), oppure colpire il sistema nervoso (traumi e tumori del midollo, malattie nervose, come la tabe). ...
Si intende per i. urinaria l’impossibilità a trattenere in vescica l’urina. La vescica urinaria è posta subito dietro la sinfisi pubica e, quando è vuota, non ne oltrepassa il margine superiore  quando è piena, invece, sporge più o meno al di sopra di tale margine. Le pareti inferiori e posteriori della vescica sono in stretta relazione con la vagina e con il collo dell’utero, mentre sulla sua parte superiore appoggia il corpo dell’utero (che si trova in posizione di antiflessione). ...
I. dell’intestino, soprattutto del tenue, occlusione arteriosa che riguarda in genere l’arteria mesenterica superiore. L’i. intestinale insorge in individui di sesso maschile, adulti, in completo benessere, con un dolore addominale improvviso, violentissimo, persistente, cui fanno seguito vomito (prima alimentare, poi biliare e infine fecaloide o emorragico), diarrea (acquosa e abbondante), enterorragia di sangue puro o digerito  in altri casi si determina un’occlusione intestinale. ...
I. di un territorio più o meno esteso della milza, dovuto all’occlusione di un ramo arterioso dell’organo. Si distinguono infarti dovuti a emboli e infarti da trombosi. I primi, spesso multipli, sono frequenti nel corso di endocarditi delle sezioni sinistre del cuore  i secondi nel corso di splenomegalie di diversa origine: leucemie, malaria ecc. L’i. splenico può essere clinicamente muto o anche determinare sintomatologia violenta: dolore trafittivo in sede splenica, spesso con brividi e febbre (-- vedi scheda INFARTO)....
Malattia infettiva acuta contagiosa provocata da virus specifici che si localizzano all’epitelio delle vie respiratorie. L’i. è diffusa in tutto il mondo e si manifesta soprattutto nei mesi invernali, con carattere sporadico o di epidemie localizzate  l’importanza di questa malattia dipende dalla rapidità con cui si diffonde, per la capacità che il virus ha di infettare soggetti suscettibili, e dalla possibilità di complicanze, soprattutto polmoniti virali e batteriche sovrapposte, che si verificano in particolari gruppi di soggetti (anziani, cardiopatici, nefropatici) immunodepressi. ...
L’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce volatili selvatici e domestici che, una volta infettati, eliminano il virus in grandi quantità attraverso le feci e le secrezioni respiratorie  i virus dell’influenza aviaria,di solitonon infettano direttamente l’uomo.Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22°C e più di 30 giorni a 0°C) e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato.Al contrario,è sensibile all’azione del calore (almeno 70°C) e viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti.L’uomo può infettarsi con virus dell’influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti, e/o con le loro deiezioni, mentre non c’è alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura Dal 1997 si sono verificati alcuni episodi documentati di influenza da virus aviario nell’uomo.Dal dicembre 2003 al novembre 2005 sono stati documentati nel mondo (in Vietnam, Tailandia, Indonesia, Cambogia) 122 casi di cui 82 mortali.I recenti eventi registrati indicano che alcuni uccelli migratori sono adesso implicati nella diffusione del virus, per tale motivo l’OMS chiede a tutti i Paesi che si trovano lungo le rotte di migrazione degli uccelli selvatici di incrementare le attività di sorveglianza.Al fine di impedire l’introduzione della malattia nel territorio comunitario, a seguito dell’insorgenza della medesima in numerosi Paesi asiatici, la Commissione Europea e il Ministero della Salute hanno disposto:- il divieto di importazione dalla Thailandia di carne di pollame e prodotti derivati (la Thailandia era l’unico Paese, tra quelli interessati dall’epidemia, autorizzato ad esportare carne di pollame verso la Comunità europea)- il divieto di importazione di uccelli ornamentali e da voliera da tutti i Paesi interessati dall’epidemia.Va inoltre precisato che nessuno dei Paesi asiatici interessato dall’epidemia è stato mai autorizzato ad esportare pollame vivo di interesse zootecnico nell’Unione Europea.Un ricercatore dell’Istituto di ricerca veterinario di Harbin in Cina, ha dimostrato che alcuni maiali degli allevamenti della Cina sono stati infettati dal ceppo virale H5N1 dell’influenza aviaria. ...
Nella terminologia medica indica la diminuita funzionalità di un organo o apparato, di vario tipo e grado, derivante da una malattia propria dell’organo in causa o da disturbi in altra sede che comunque lo coinvolgono....
Compromissione di molteplici funzioni del fegato dipendente da malattie dell’organo stesso o da disturbi più o meno gravi in altri distretti corporei che coinvolgono la normale funzionalità epatica. È bene sottolineare che spesso al fegato vengono attribuiti disturbi che non hanno un documentabile riscontro attraverso esami specifici della sua funzionalità. Una generica sintomatologia di malesseri come nausee, astenia, meteorismo, stanchezza, mal di testa non possono essere attribuiti a una ridotta funzionalità epatica.Si distinguono tre forme di insufficienza epatica: lieve, ingravescente, grave.- La forma lieve si riscontra in ogni disturbo di modesta portata che interessi il fegato in una o più delle sue funzioni.Le cause possono essere attribuite a infezioni, intossicazioni alimentari o da farmaci, calcoli biliari in una loro primissima fase, eccessi alimentari ecc.I sintomi, pur essendo soggettivi e naturalmente diversi secondo il disturbo in causa, si possono così identificare: astenia, mancanza d’appetito, bocca amara o impastata, digestione laboriosa, prurito che può dipendere da un difetto di eliminazione dei sali biliari  macchie pigmentate scure (cloasmi), angiomi stellari, eczemi orticarioidi. ...
AcutaSebbene siano ancora molti i dubbi da chiarire riguardo ai meccanismi del danno pancreatico acuto, si ritiene generalmente che il meccanismo ultimo sia un’autodigestione dell’organo a opera degli stessi enzimi pancreatici. Questi sono normalmente presenti in altissima concentrazione ma in forma inattiva, e per di più contenuti a livello delle cellule acinali pancreatiche all’interno di compartimenti vescicolari stagni. L’attivazione degli enzimi pancreatici, infatti, avviene fisiologicamente nel duodeno, entro cui vengono secreti durante il processo di digestione del cibo. ...
Tumore del pancreas endocrino che prende origine dalle isole di Langerhans. In genere ha piccole dimensioni: da 0,5 a 3 cm ca. In pochi casi si hanno tumori multipli, a volte associati alla presenza di tumori benigni in altre sedi: ipofisi, paratiroidi o altre ghiandole endocrine (sindromi MEN 1). È maligno nel 5-10% dei casi. Il tumore produce insulina determinando una sintomatologia caratteristica, dovuta alla brusca immissione dell’ormone nel circolo sanguigno. Questo ormone favorisce l’utilizzazione da parte dei diversi tessuti del glucosio circolante nel sangue, e determina pertanto una riduzione del suo livello nel sangue (ipoglicemia)  come reazione si verifica una brusca secrezione di adrenalina da parte delle ghiandole surrenali.SintomiI sintomi sono sudorazione, debolezza, tremore, stato di ansietà, aumento della frequenza delle pulsazioni, nausea e vomito. ...
Stato fisiopatologico che si presenta nel diabete mellito caratterizzato da rialzo glicemico secondario alla riduzione della risposta dei recettori specifici per l’insulina. Tale difetto può essere causato da un ridotto numero di recettori oppure questi possono essere danneggiati da un attacco anticorpale. Più frequentemente i recettori diventano insensibili all’azione dell’insulina.Questo può determinare un rialzo dei valori di insulina circolanti che possono essere dosati nel sangue permettono di diagnosticare l’i....
I. o sensibilizzazione allergica dell’organismo nei confronti di diverse sostanze alimentari. È frequente soprattutto nell’età infantile e si manifesta con una crescita insufficiente del bambino, che va incontro a episodi di diarrea acuta e a un graduale dimagramento. In alcuni casi l’i. può essere causata da una incapacità dell’organismo di digerire e assimilare le proteine, i grassi o gli zuccheri. L’i. nei confronti delle sostanze grasse è tipica della mucoviscidosi.Nel morbo celiaco vi è i. ...
Insieme delle manifestazioni patologiche provocate dalla penetrazione nell’organismo di sostanze estranee, non viventi, capaci di indurre alterazioni nel decorso dei processi vitali. Analoga definizione viene data all’avvelenamento per cui, genericamente, i due termini sono usati come sinonimi. Più propriamente, comunque, il concetto di i. è legato a quello di introduzione protratta di piccole dosi di sostanza tossica nell’organismo e all’ingestione di cibi guasti (intossicazioni alimentari).Anche i farmaci, che provocano nell’organismo modificazioni funzionali che possono riuscire nocive, sono responsabili di intossicazioni, altrimenti dette malattie medicamentose. ...
La via di penetrazione dello i. può essere polmonare, gastrica e cutanea. La massima concentrazione tollerabile nell’aria è 0,1 parti per milione  la dose letale nell’uomo è ritenuta essere di 2 g. Lo i. agisce direttamente sulle cellule precipitandone le proteine  i suoi effetti sono pertanto simili a quelli degli acidi corrosivi.L’ingestione di alte dosi causa vomito, diarrea, dolori addominali, sete, febbre, anuria, delirio e morte per uremia. L’intossicazione cronica da i. ...
Eccesso di acidità del succo gastrico, dovuto in genere a ipersecrezione di acido cloridrico (ipercloridria) da parte delle cellule dello stomaco.SintomiSi manifesta con dolori al termine della digestione, rigurgiti acidi e talora vomito, senso di bruciore. Spesso l’i. si ritrova nei portatori di ulcera gastrica.TerapiaLa terapia è prevalentemente dietetica (pasti frequenti, evitare cibi piccanti e condimenti forti, limitare caffè, tabacco, cioccolato e vino), eventualmente associata a somministrazione di farmaci antiacidi e antisecretivi....
Condizione patologica caratterizzata da una tendenza particolarmente accentuata al vomito ripetuto e persistente  può manifestarsi in conseguenza di affezioni di diversa natura quali: intossicazioni croniche, malattie dell’apparato digerente, del sistema nervoso, dell’apparato endocrino, ed anche in caso di disturbi psichici. La forma più nota è costituita dalla i. gravidica: si osserva, in Italia, nello 0,3-0,4% delle gravide.Ne sono affette, con una certa prevalenza, le primigravide e le donne portatrici di gravidanze gemellari.Dobbiamo ricordare che, in alcuni casi, si osserva un’i. ...
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Condizione patologica caratterizzata dalla presenza in circolo di una quantità eccessiva di insulina, l’ormone prodotto dalle cellule b delle isole pancreatiche. Sono i secondi tumori funzionanti più comuni tra le neoplasie delle cellule insulari. Si ha tipicamente in casi di tumori originati da queste stesse cellule, e si manifesta con una sintomatologia caratteristica contrassegnata da crisi che compaiono soprattutto al mattino, a digiuno: esse si presentano con senso di languore allo stomaco, stanchezza, mal di testa, sudore freddo, palpitazioni cardiache, tremori, offuscamento della vista  nei casi più gravi si giunge anche alla perdita della coscienza. ...
Esagerata tendenza all’addormentamento e sonno particolarmente profondo e prolungato. L’i. si presenta spesso nel corso di numerose affezioni morbose: dalla grave insufficienza renale cronica ad alcune epatopatie  dal diabete mellito in fase di scompenso all’insufficienza tiroidea.Numerose sono poi le malattie e le sindromi primitivamente neurologiche nelle quali compare i.: le intossicazioni da oppiacei, alcol, barbiturici e tutti quei tossici che agiscono deprimendo il sistema nervoso centrale  il periodo post-critico della malattia epilettica (encefaliti e meningiti)  la tripanosomiasi africana, detta appunto “malattia del sonno”.Uno stato di i. ...
Con questo termine si indica un aumento delle funzioni emocateretiche della milza, condizione che si associa solo ad alcuni casi di ingrossamento della milza (splenomegalia). Dal punto di vista clinico si manifesta con un quadro ematologico caratterizzato da un’aumentata distruzione periferica e da un maggiore sequestro a livello splenico delle cellule ematiche a cui consegue una loro diminuzione globale (pancitopenia) o selettiva: anemia normocromica da diminuzione dei globuli rossi, maggiore suscettibilità alle infezioni da diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia), emorragie da piastrinopenia. ...
Condizione patologica caratterizzata da insufficiente secrezione di succo gastrico da parte della mucosa dello stomaco, quindi con insufficienza sia di pepsina sia di acido cloridrico.Può essere la conseguenza di malattie dello stomaco o di malattie generali dell’organismo, o anche può far seguito all’uso di farmaci, o ad interventi chirurgici sullostomaco.L’i. comporta difficoltà alla digestione degli alimenti, e quindi inappetenza, senso di gonfiore allo stomaco dopo i pasti, repulsione verso alcuni cibi.TerapiaLa terapia va rivolta verso la malattia responsabile e si giova anche della somministrazione di preparati contenenti acido cloridrico e pepsina....
Insufficiente produzione di acido cloridrico da parte della mucosa gastrica.CauseLe cause della i. e della acloridria possono essere dovute all’età, all’uso dei farmaci, a precedenti interventi chirurgici, a malattie primitive dello stomaco, o anche a malattie del sangue.SintomiLa sintomatologia è determinata dal fatto che in tali condizioni la digestione gastrica è incompleta o assente, per cui si appesantisce il lavoro digestivo dell’intestino  ne scaturisce una tendenza diarroica dell’alvo, associata ad inappetenza, repulsione verso alcuni cibi, senso di gonfiore epigastrico postprandiale, digestione lunga e faticosa (dispepsia ipocloridrica).DiagnosiLa diagnosi di i. ...
Fenomeno che consiste nella eliminazione di feci di colorito più chiaro che di norma, in genere giallastro  è dovuto a riduzione della quantità di pigmenti biliari presenti nelle feci stesse, dai quali dipende il loro normale colorito bruno.Si manifesta in tutte le condizioni morbose che comportano un ostacolo al passaggio della bile nell’intestino, quali per esempio calcolosi delle vie biliari, restringimenti cicatriziali o processi infiammatori del coledoco, tumori del coledoco stesso o di strutture vicine (particolarmente della testa del pancreas).Feci più chiare della norma si osservano anche quando il transito intestinale è accelerato (per es. ...
Condizione patologica congenita che può interessare un tessuto, un organo, o una intera parte dell’organismo, che per una anomalia malformativa si sviluppano in modo incompleto, senza raggiungere mai le dimensioni o la differenziazione che sono proprie dell’organismo normale adulto.Tale condizione rappresenta un difetto di sviluppo di minor grado rispetto all’aplasia o agenesia, in cui si ha mancanza di sviluppo completa della parte.L’i. può interessare qualunque struttura dell’organismo, in modo isolato o nel contesto di sindromi malformative complesse.A volte l’i. ...
Nome indiano della leishmaniosi viscerale, parassitosi che colpisce prevalentemente il fegato, la milza, i linfonodi e il midollo spinale. È provocata dal protozoo Leishmania donovani, trasmesso all'uomo da insetti del genere Phlebotomus....
(Prende il nome da Móric Kaposi, dermatologo ungherese - Kaposvár, Somogy, 1837 - Vienna, 1902), o sarcoma di Kaposi, affezione che si manifesta con la comparsa di noduli e placche tumorali multiple, di color rosso violaceo, localizzati specialmente sulla cute degli arti inferiori, delle mucose oro-nasali e dell'ano  tali lesioni tendono ad estendersi anche a sedi viscerali (quali il tratto gastroenterico, il fegato, i polmoni, i linfonodi). Hanno il carattere di un processo tumorale derivato da vasi sanguigni. ...
Termine che nel Gana significa "malattia del bambino staccato dal seno": infatti indica una grave affezione diffusa soprattutto nei paesi tropicali, che colpisce i bambini di 1-3 anni, dopo lo svezzamento, e che dipende da un insufficiente apporto di proteine con la dieta. Nelle popolazioni africane a bassissimo tenore di vita l'alimentazione è quasi esclusivamente a base di vegetali, farina di cereali e olio di arachidi, priva quindi di proteine animali e povera di vitamine B e di vitamina A (delle quali il latte è invece ricco). ...
(O giardiasi), malattia provocata dal protozoo flagellato Lamblia intestinalis.La l. è diffusa in tutto il mondo, particolarmente nei climi caldi e laddove le condizioni igieniche alimentari ed ambientali siano scadenti.SintomiLa malattia si manifesta essenzialmente con una diarrea acuta o cronica (intervallata da fasi remittenti che possono durare mesi), dovuta alla irritazione ed infiammazione della mucosa intestinale determinata dai parassiti che vi si attaccano  alla diarrea si associano malessere, perdita di peso, astenia, dolori e distensione addominale.DiagnosiSi fonda sulla individuazione dei parassiti o delle loro cisti nelle feci o nel succo duodenale.TerapiaRichiede la somministrazione di farmaci antiparassitari (metronitazolo o aminosidina)....
(O ernia post-laparotomica), condizione patologica caratterizzata dalla fuoriuscita dalla cavità addominale un viscere o di una sua parte con il rivestimento di peritoneo parietale e di tegumenti, attraverso una breccia acquisita della parete addominale.CauseLa breccia parietale può essere rappresentata da una ferita operatoria incompletamente richiusa o suturata con tecnica imperfetta, o che è guarita male, o che ha ceduto a distanza di tempo  in altri casi può essere stato un trauma parietale che non ha lacerato la cute o una lassità congenita delle strutture muscolari e aponeurotiche.Fattori predisponesti allo sviluppo del l. ...
Tumore maligno derivato dalla proliferazione di fibrocellule muscolari lisce. È una neoplasia molto rara, costituendo il 7% dei sarcomi dei tessuti molli. Insorge tipicamente negli adulti, con una predilezione per il sesso femminile.Le sedi interessate sono di solito le stesse proprie dei leiomiomi: utero, tubo digerente, tessuti sottocutanei, tessuti profondi (mesentere, omento, retroperitoneo). È eccezionale la trasformazione sarcomatosa di un leiomioma pre-esistente (0,7%).SintomiDovuti alla compressione ed infiltrazione del tessuto di origine e delle strutture circostanti, ed alla disseminazione metastatica.DiagnosiIstologica su biopsia o pezzo chirurgico.TerapiaLa terapia è esclusivamente chirurgica, con buona prognosi per le forme superficiali, che solitamente sono di piccole dimensioni, problematica per le forme profonde e retroperitoneali che difficilmente sono asportabile e danno metastasi a distanza. ...
Stato di sonno profondo con completo rilassamento muscolare e abolizione della sensibilità quale si manifesta in alcune condizioni patologiche che in genere evolve verso il coma.Vi sono più cause morbose ala base di questa patologia: lesione dell’area ipotalamo-mesencefalica (encefalite letargica  encefaliti infettive da virus o da protozoi, come la tripanosomiasi africana, o malattia del sonno  lesioni tumorali o vascolari)  alterazioni metaboliche (ipoglicemia, insufficienza epatica, acidosi, alcolismo, avvelenamento cronico da monossido di carbonio)  alterazioni endocrine (ipotiroidismo)  alterazioni del sangue (anemia, policitemia, poliglobulie secondarie)  isterismo....
Alterazione dello stomaco, che appare ridotto di volume, con pareti ispessite, rigide, di aspetto lardaceo, conseguenza di una diffusa infiltrazione tumorale maligna....
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Tumore benigno del tessuto adiposo. È uno dei più frequenti e ne sono affette soprattutto le donne in età adulta. Può insorgere in qualsiasi sede dell’organismo, ma più spesso a livello dei tessuti sottocutanei (specialmente in corrispondenza della nuca, degli avambracci, delle ascelle, della schiena, della parete toracica). Oltre che nei tessuti molli extrascheletrici i lipomi sono stati osservati anche nei visceri: stomaco, fegato, colon.SintomiIl l. ...
Condizione in cui si ha un ridotto assorbimento da parte dell’intestino tenue di alcune o gran parte delle sostanze (proteine, zuccheri, grassi, vitamine e minerali). Il m. si definisce generalizzato quando coinvolge le tre principali categorie di nutrienti cioè protodi, glicidi e lipidi.CauseLe cause sono numerose, congenite o acquisite:- Difetti della mucosa intestinale: morbo di Crohn, morbo celiaco, sprue tropicale, morbo di Whipple.- Infezioni: parassitosi.- Conseguenza di interventi chirurgici demolitivi.- Ostruzione linfatica: linfomi, tubercolosi.- Assunzione di farmaci: neomicina, lassativi, colestiramina.- Patologie cardiovascolari: ischemia intestinale, scompenso cardiaco.- Patologie sistemiche: diabete, ipertiroidismo.SintomiI sintomi sono variabili. ...
Letteralmente il termine allergia significa “reazione diversa” ed effettivamente, allergico è quell’individuo che presenta delle risposte esagerate dell’organismo, a stimoli che di solito non causano alcuna manifestazione nella gran parte delle persone.CauseI soggetti predisposti all’allergia sono detti atopici e sono in grado di trasmettere questo carattere ai loro figli. È quindi evidente che l’atopia è influenzata da fattori genetici.Un bambino nato da genitori non atopici ha un rischio di sviluppare un’allergia che è circa del 10%. ...
Coeliac affection (m. celiaca) fu il nome che Samuel Gee, un medico inglese del secolo scorso, diede a una particolare forma di dispepsia cronica, con malassorbimento.CauseIl morbo celiaco più che a un’alterazione dei processi digestivi è legato a un cattivo assorbimento degli alimenti a livello dell’intestino. Sappiamo, infatti, che ogni organismo ha bisogno di nutrirsi per ricavare dai cibi sostanze indispensabili per crescere e mantenersi in vita. I più importanti principi alimentari, quali gli zuccheri, i grassi e le proteine, non possono essere utilizzati tali e quali si trovano in un dolce o nel burro o in una bistecca, ma, una volta inghiottiti, nello stomaco e nell’intestino tenue sono gradualmente scissi, ossia “digeriti”, rielaborati e preparati per essere “assorbiti” a livello dei villi intestinali. ...
M. causata dalla mancanza nell’alimentazione di alcuni fattori indispensabili alla nutrizione dei tessuti.Le esigenze nutritive dell’organismo variano da specie a specie  nell’uomo l’alimentazione deve assicurare un numero di calorie proporzionale all’attività svolta e alcune sostanze classificabili come glicidi (zuccheri, amidi), protidi (proteine di origine vegetale o animale), lipidi (grassi). Sono inoltre necessari l’acqua, alcuni sali minerali (sodio, potassio, magnesio, ferro ecc.) e sostanze organiche di struttura diversa, sintetizzate da animali o piante, note come vitamine.Sono considerate malattie da carenza le sindromi provocate dalla mancanza di una parte delle sostanze indicate  il ruolo maggiore in questo campo compete alle vitamine, la cui carenza provoca le avitaminosi: malattie spesso ben definite e individuabili (lo scorbuto da carenza di vitamina C, la pellagra da carenza di vitamina PP) oppure sindromi più complesse da mancato sviluppo (rachitismo da carenza di vitamina D). ...
Termine introdotto nel linguaggio medico per indicare le manifestazioni da grave carenza nutritiva nell’infanzia, determinate da un apporto calorico globalmente insufficiente  a volte è usato anche come sinonimo di kwashiorkor.Con un significato più ampio il termine è usato per tutte le condizioni di generale e progressivo decadimento anatomico e funzionale dell’organismo, che lentamente va incontro a processi degenerativi. Le cause più frequenti sono malattie a lungo decorso non curate efficacemente (tubercolosi polmonare e intestinale, diabete, lesioni infiammatorie o degenerative del cervello, certe forme di malaria cronica, neoplasie, insufficienza renale o respiratoria ecc.) e la senilità....
È un’anomalia congenita che pone sovente dei delicati problemi diagnostici e che frequentemente viene individuata con esattezza solo durante un intervento operatorio, intrapreso per altri motivi. Nell’embrione, sino alla fine del 3° mese di vita intrauterina, esiste un’importante formazione, il canale onfalomesenterico o vitellino che, passando attraverso l’anello ombelicale, unisce l’intestino primitivo alla vescicola ombelicale (sacco vitellino), una formazione embrionale destinata essa pure a scomparire. ...
Processo di natura infiammatoria interessante i tessuti connettivi lassi del mediastino. Le forme acute, rare, sono dovute alla penetrazione di germi patogeni dall’esterno, oppure anche dalla trachea, dai bronchi, e soprattutto dall’esofago, che ha una parete sottile e facilmente lacerabile. Una m. può essere determinata inoltre dalla propagazione al mediastino di processi infettivi interessanti organi o strutture vicine (per es. in caso di ascessi polmonari, di empiemi pleurici, di affezioni varie della faringe).Queste varie forme possono portare alla formazione di un ascesso o di una infiltrazione purulenta diffusa del mediastino  sono processi molto gravi, che se non trattati portano in breve tempo a una insufficienza cardiorespiratoria.Le mediastiniti croniche possono rappresentare la conseguenza di forme acute, oppure possono manifestarsi fin dall’inizio come tali  possono essere causate da agenti infettivi (per es. ...
Condizione patologica caratterizzata da una dilatazione abnorme, totale o parziale dell’intestino colon.CauseIl m. può essere l’espressione di un difetto congenito per cui l’ultimo tratto dell’intestino risulta privo di gangli nervosi: di conseguenza vengono profondamente alterati i meccanismi della peristalsi intestinale, da cui dipende la progressione del materiale fecale verso l’intestino retto. Si ha così un ristagno delle feci a monte del tratto privo di gangli, e la dilatazione progressiva della parete intestinale. ...
Condizione patologica caratterizzata da un’abnorme dilatazione dell’esofago. Il m. può costituire una malformazione già presente alla nascita, conseguenza di un’anomalia nello sviluppo dell’esofago  in questi casi spesso si associa ad un relativo allungamento del viscere (megadolicoesofago). Il m. può anche essere la conseguenza di processi patologici a carico dell’esofago, quali tumori, restringimenti cicatriziali, disturbi nella coordinazione dell’attività contrattile della parete muscolare, spasmo del cardias  tali condizioni sono un ostacolo al transito degli alimenti, che determina a distanza di tempo lo sfiancamento della parete.SintomiI sintomi più comuni del m. ...
Emissione di feci di colorito nerastro (picee), di odore putrido, di consistenza attaccaticcia, che si ha per grave emorragia a livello dello stomaco o dei tratti intestinali più alti.Il colorito nerastro è dovuto alla trasformazione dell’emoglobina del sangue in ematina, per effetto dei processi digestivi e putrefattivi intestinali.La presenza di m. è sempre indice di una situazione morbosa seria.CauseLe cause più frequenti di m. sono infatti le ulcere gastriche e duodenali, le neoplasie, l’abuso di farmaci antinfiammatori che possono causare erosione gastrica, le malattie gravi della coagulazione sanguigna.SintomiQuando l’emorragia è importante, la m. ...
(Prende nome da Pierre-Eugène Ménétrier, medico francese - Parigi, 1859 - Lisieux- 1935), rara forma di iperplasia della mucosa gastrica, con aumento di spessore e di volume delle pliche, accompagnata da disturbi digestivi e da intensa perdita di plasma....
Processo di intossicazione causato dall’ingestione di mercurio. I sali di mercurio più tossici sono quelli solubili. La massima concentrazione tollerabile nell’aria per il mercurio ed i suoi composti è 0,1 mg/m3. l’umo può venire in contatto con la forma inorganica (naturale e salina) o organica (di solito metile)  tutte e tre sono tossiche, ma è soprattutto la forma organica a rappresentare un pericolo.Il mercurio naturale viene scarsamente assorbito a livello intestinale ma è ottimamente introdotto con gli scambi respiratori a livelli polmonari  essendo liposolubile passa la barriera ematoencefalica e la placenta. ...
Processo infiammatorio acuto o cronico a carico del mesentere. Comprende una gamma vastissima di alterazioni morbose in quanto il mesentere partecipa secondariamente con una reazione infiammatoria più o meno marcata praticamente a tutte le affezioni dell’intestino corrispondente.È nota anche la m. retrattile, unica forma morbosa propria del mesentere  descritta per la prima volta da R.L. Virchow nel 1853, essa comporta un ispessimento sclerotico del mesentere che diventa duro, anelastico, con possibilità di strozzature o di occlusione del tratto di intestino corrispondente....
Deviazione metabolica determinata da causa genetica. Sono circa 180 le condizioni che rientrano in questo gruppo e possono avere quadri clinici molto differenti, passando da situazioni di assoluto benessere a vere e proprie incompatibilità con la vita extrauterina. Le diverse condizioni patologiche che vengono così definite si possono considerare dipendenti da mutazioni che interessano un singolo gene nel quale è contenuta l’informazione per la sintesi di una determinata proteina: come conseguenza si avrà il difetto di un singolo tipo di molecola proteica, cioè una modificazione nella sua struttura primaria, o una variazione quantitativa nella sua sintesi con conseguente modificazione della sua attività biologica. ...
(O malattie del ricambio), manifestazioni morbose che sono la conseguenza diretta dell’alterazione di una o più reazioni metaboliche dell’organismo.Le malattie del m. possono dipendere da cause genetiche: appartengono a questo gruppo i cosiddetti errori congeniti del metabolismo, che possono manifestarsi con caratteri clinico-patologici assai diversi a seconda della natura del difetto e delle alterazioni che esso comporta nel settore metabolico. La maggior parte di queste condizioni hanno carattere ereditario e familiare.Altre malattie metaboliche pur avendo una base genetica richiedono, per manifestarsi, anche il concorso più o meno determinante di fattori ambientali, e la componente genetica riguarda più geni. ...
In patologia alterazione delle cellule di un tessuto, caratterizzata dalla comparsa nel loro citoplasma di quantità abnormi di alcune sostanze chimiche che già normalmente sono presenti, ma non in quantità tali da risultare apprezzabili all’osservazione al microscopio. Si tratta di alterazioni di carattere regressivo, che esprimono cioè uno stato di sofferenza della cellula, un perturbamento dei suoi equilibri metabolici da parte di vari fattori (infezioni, intossicazioni, disturbi della circolazione sanguigna o linfatica). ...
(O miiasi), condizione morbosa provocata da infestazione dell’organismo da parte di larve di insetti Ditteri (mosche).CauseSi osserva soprattutto nelle regioni tropicali, o in soggetti che vivono in condizioni scadenti di igiene personale.Sono numerose le specie di Ditteri che possono depositare le loro uova e le loro larve sulla superficie del corpo umano: alcuni sono parassiti facoltativi o accidentali, altri invece sono parassiti obbligatori in quanto la larva per completare il suo sviluppo deve insediarsi in un ospite.SintomiLe sedi più interessate sono frequentemente le mucose delle cavità nasali, il condotto uditivo esterno, la cute e anche le mucose del tubo digerente. ...
Raro tumore benigno che può insorgere a livello delle ghiandole surrenali o dei tessuti retroperitoneali e pelvici, costituito da una mescolanza di tessuto adiposo e di tessuto emopoietico.La diagnosi è casuale, in corso di indagini per altri motivi. (viene anche detto incidentaloma).È inattivo dal punto di vista endocrino, ed eccezionalmente diventa tanto voluminoso da essere sintomatico, ed in tal caso viene asportato chirurgicamente....
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Modo colloquiale di definire la “diarrea del viaggiatore” (traveller’s diarrhoea), che colpisce coloro che si spostano dai Paesi industrializzati nei Paesi in via di sviluppo (Asia, Africa, America meridionale). Gli agenti responsabili sono molteplici: Giardia lamblia, Rotavirus, Shigelle, Salmonella, ma nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 60%) è causata da Escherichia coli enterotossiche, presenti nel cibo o nell’acqua.Escherichia coli: bacillo Gram-negativo, saprofita dell’intestino umano, delle vie urinarie e della cute. ...
Tumefazione circoscritta, di un tessuto o di un intero organo, dovuta ad abnorme accumulo di secreto mucoso.Si può osservare in varie sedi, per esempio a livello dell’appendice (in seguito a obliterazione di un tratto del lume), della colecisti (da ostruzione del dotto cistico), delle ghiandole salivari, delle cavità paranasali. La terapia è chirurgica ed è volta a svuotare la cavità e a ristabilire la canalizzazione, o mira all’asportazione della struttura interessata....
La mucoviscidosi, più comunemente nota col nome di fibrosi cistica, è una malattia genetica paradossalmente poco conosciuta pur trattandosi di una comune affezione: nelle popolazioni occidentali, una persona su 27 è portatrice della mutazione del gene che provoca la malattia, senza accusare alcun sintomo, e un bambino ogni 2000-6000 nati è colpito dalla malattia. In Italia vi sono circa 3500 pazienti seguiti nei Centri regionali. Nella sua forma più grave, la fibrosi cistica colpisce diversi organi, principalmente il pancreas (da cui l’etichetta “fibrosi cistica del pancreas”), i polmoni, il fegato e l’intestino. ...
Raramente, in coso di epatiti A e B in fase itterica, si presenta una poliradiculopatia infiammatoria demielinizzante acuta. Probabilmente si ha una associazione tramite la produzione di crioglobuline (vedi sotto)....
Polineuropatia alcolica: forma fra le più comuni, l’alcool non agisce solo direttamente sul SNP con metaboliti come l’acetaldeide, ma si ha anche una serie di carenze vitaminiche. La neuropatia si ha comunque nel quadro della sindrome da alcolismo cronico.Si tratta in genere di una polineuropatia con prevalente disturbi sensitivi, atassia sensitiva e dolori brucianti o crampiformi  un deficit motorio prevalentemente distale  una compromissione neurovegetativa. ...
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Termine con cui si indica una condizione morbosa determinata da alterazioni patologiche a carico della porzione terminale del coledoco e del suo piccolo sfintere muscolare (sfintere di Oddi)  tali alterazioni consistono in fenomeni di sclerosi, di atrofia delle strutture muscolari e della mucosa coledocica, e fanno seguito ad uno stato di contrazione permanente delle strutture sfinteriali, indotto da cause ancora non ben conosciute.SintomiI sintomi principali di una o. sono costituiti da dolori epigastrici, da disturbi dispeptici, da ittero e febbre per ristagno ed infezione biliare.DiagnosiViene eseguita in base ai dati clinici, laboratoristici che mettono in evidenza un ittero colostatico. ...
Dolore alla deglutizione. Si associa spesso a una difficoltà meccanica alla deglutizione stessa, o disfagia (disfagia dolorosa), e talora a dolore spontaneo o a turbe della sensibilità della faringe. L’o. può essere generale o limitata all’ingestione dei cibi solidi o liquidi, dei cibi caldi o anche della semplice saliva. È generalmente dovuta a processi patologici della base della lingua, della faringe o del tratto iniziale dell’esofago quali infiammazioni acute o croniche riacutizzate (stomatiti, faringiti, esofagiti, tonsilliti, flemmoni o ascessi della tonsilla, della faringe, dell’epiglottide), neoplasie ulcerate, stati irritativi da cause infiammatorie, tossiche o degenerative a carico dei nervi sensitivi e in particolare del glossofaringeo....
Processo infiammatorio dell’ombelico, particolarmente frequente e grave nel neonato, ma che può verificarsi anche nell’adulto. Nel neonato la piaga granuleggiante che residua alla caduta del cordone si può infatti facilmente infettare. Prima dell’avvento della terapia antibiotica era una tra le più frequenti cause di morte nei neonati: le particolarità e i rapporti anatomici dell’ombelico permettono infatti la diffusione rapida dell’infezione a tutto l’organismo.TerapiaLa terapia si fonda sul trattamento chemioterapico per via generale e locale....
(O esonfalo da ex = fuori e onfalos = ombelico), rara malformazione congenita (1 caso su 2000 nascite), più frequente nel maschio, dovuta a un arresto di sviluppo che interessa la parete addominale in corrispondenza della regione ombelicale. Come conseguenza si ha la fuoruscita di visceri addominali attraverso la lacuna della parete (ernia ombelicale) racchiusi in un sacco translucido e avascolare costituito esternamente da amnios ed internamente da peritoneo con interposta gelatina di Wharton.Il diametro del difetto parietale varia considerevolmente, potendo essere così modesto da consentire solo il passaggio di un’ansa intestinale, fino a costituire invece un difetto molto ampio che può raggiungere i 10 cm o più. ...
Malattia determinata da infestazione dell’organismo da parte di vermi trematodi appartenenti al genere Opistorchis, che si localizzano alle vie biliari intraepatiche ed extraepatiche.Si tratta di una malattia diffusa soprattutto nelle regioni asiatiche (Vietnam, India, Corea, Giappone, Laos, Thailandia), presente tuttavia anche nell’Europa orientale (Polonia, Russia).Le specie in causa sono Opistorchis felineus e Opistorchis viverrini: si tratta di vermi appiattiti, lunghi 5,5-9,5 mm e larghi 0,7-1,65 mm, con caratteri morfologici molto simili a quelli di Clonorchis sinensis, causa della clonorchiasi. ...
(O enterobiasi), infestazione parassitaria determinata da un verme nematode, l’Enterobius vermicularis, più comunemente denominato ossiuro.È un’elmintiasi diffusa nelle zone fredde e temperate ad alto livello igienico pur essendo possibile anche ai tropici. La sua diffusione, che raggiunge il miliardo di casi, è facilitata nelle zone temperate dal vivere in ambienti affollati, presentando quindi la massima incidenza in comunità infantili. ...
Processo infiammatorio acuto o cronico a carico del pancreas.Pancreatiti acuteUna p. acuta si può manifestare nel corso della parotite epidemica, con la comparsa di dolori all’epigastrio, disturbi della digestione, nausea, vomito. Queste forme hanno in genere un’evoluzione favorevole e vengono trattate con la sola terapia medica.Carattere di maggiore gravità hanno invece le forme provocate da germi piogeni, che possono localizzarsi al pancreas provenendo da focolai infettivi vicini o lontani: in questi casi può rendersi necessario l’intervento chirurgico per svuotare la raccolta purulenta formatasi nel tessuto pancreatico.Le cause principali sono i calcoli biliari e l’abuso di alcol  più raramente un’infezione virale (per es. ...
Tumore derivato dai paragangli, cioè da quelle formazioni di piccole dimensioni associate ai gangli nervosi simpatici addominali e costituite da cellule simili a quelle della parte midollare del surrene. Le sedi d’origine più frequenti sono i corpi di Zuckerkandl presso l’origine dell’arteria mesenterica dell’aorta. I paragangliomi sono in genere tumori a lento accrescimento, a carattere benigno  la loro presenza si manifesta con la comparsa di crisi di ipertensione arteriosa, in quanto le cellule tumorali producono noradrenalina. ...
(O febbre paratifoide), termine introdotto all’inizio del secolo da H. Schottmüller per indicare due malattie infettive (p. A e B) provocate da microrganismi del genere Salmonella, che si manifestano clinicamente in modo simile al tifo. Il p. A è frequente in tutta l’Europa, mentre il p. B è raro perché richiede un clima più caldo  si manifesta nell’Europa sudorientale e nei paesi subtropicali e tropicali.I più comuni mezzi di trasmissione sono i cibi infettati sia dall’uomo sia da animali.SintomiIl quadro clinico può non essere distinguibile dal tifo ed è caratterizzato dai sintomi di un’infiammazione intestinale, con nausea, vomito, cefalea, dolori addominali, diarrea con feci liquide contenenti muco e sangue, febbre. ...
Processo infiammatorio interessante i tessuti che circondano la colecisti  essa è secondaria ad infiammazioni acute o croniche della colecisti, la cui diffusione ai tessuti vicini è favorita dalla ricca vascolarizzazione linfatica di questo organo. Come conseguenza di una p. si hanno in genere aderenze fibrose tra colecisti e formazioni anatomiche vicine....
Processo infiammatorio cronico della prima porzione dell’intestino crasso che interessa prevalentemente la parete esterna di questo tratto dell’intestino e la sierosa peritoneale che lo riveste. Sintomo principale è il dolore sia spontaneo sia provocato con la palpazione nella fossa iliaca destra....
Infiammazione acuta o cronica del peritoneo.CausePossono essere molteplici  la p. può essere provocata da sostanze chimiche, agenti fisici, infezioni, tumori. Nella maggior parte dei casi tuttavia essa è determinata dalla perforazione di un viscere cavo o dalla propagazione di infezioni da una struttura addominale o pelvica infiammata (per es. in caso di appendicite, diverticolite ecc.). In alcuni casi la sorgente dell’infezione rimane sconosciuta  è possibile allora che i germi raggiungano il peritoneo per via sanguigna da focolai situati in sedi anche distanti. ...
Processo infiammatorio cronico a lungo decorso del peritoneo che circonda i visceri addominali.Porta alla formazione di briglie e aderenze tra i visceri stessi ed i tessuti circostanti, con insorgenza di una sintomatologia dolorosa o di alterazioni della motilità o della funzionalità dei visceri interessati.CauseLe perivisceriti sono la conseguenza di affezioni viscerali, soprattutto croniche, che interessano il peritoneo per propagazione diretta o per semplice reazione al vicino processo infiammatorio (perivisceriti da ulcera gastrica e gastriti, ulcera duodenale e duodeniti, colecistiti, appendiciti, infiammazione degli organi genitali femminili ecc.).Spesso sono la conseguenza di interventi chirurgici sull’addome.SintomiLa sede e i caratteri dei disturbi variano secondo la localizzazione della p.: in generale si tratta di disturbi della digestione, di dolori addominali più o meno continui, di irregolarità dell’alvo alternata con stitichezza o diarrea  raramente può insorgere una occlusione intestinale....
Sensazione di bruciore che sale dallo stomaco verso la gola e che compare di solito alcune ore dopo i pasti. È dovuta al refluire nell’esofago di parte del contenuto acido dello stomaco  molto raramente è possibile anche che sia dovuto ad un reflusso alcalino. In questo caso il materiale refluito nell’esofago è rappresentato da bile o succo pancreatico, entrambi comunque capaci di provocare irritazione sulla mucosa e quindi p. Talora il bruciore può irradiarsi molto in alto, cioè verso la mandibola, o posteriormente nella regione interscapolare.CauseÈ uno dei sintomi soggettivi più frequenti di alcune malattie dello stomaco, quali gastriti, ulcera peptica,la malattia da reflusso gastroesofageo, l’ernia iatale, ma può anche comparire in soggetti senza alcuna lesione dell’apparato digerente.Normalmente l’esofago non riceve acido in quanto esistono diversi sistemi anatomici antireflusso, tra cui il più importante è lo sfintere esofageo inferiore un anello muscolare posizionato nell’addome, punto di passaggio anatomico tra esofago e stomaco, che chiudendosi si oppone in maniera efficace al reflusso. ...
Rigurgito di un liquido filante ed acquoso formato da muco secreto dallo stomaco e da saliva deglutita durante le ore notturne che si manifesta frequentemente al mattino. Compare spesso nelle gastriti croniche degli alcolisti....
Presenza di gas nella cavità peritoneale. Può verificarsi in seguito alla rottura di un viscere cavo (per es. in seguito a perforazione di un’ulcera peptica), in seguito a ferita penetrante dell’addome, o in seguito ad intervento chirurgico.Il p. viene a volte provocato artificialmente a scopo diagnostico per accentuare i contrasti, sull’immagine radiografica, tra le diverse strutture endoaddominali.Nella chirurgia laparoscopica il p. viene ottenuto mediante l’insufflazione di CO2 in cavità addominale permettendo di lavorare all’interno della cavità stessa....
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Tumore benigno che può insorgere in diverse sedi dell’organismo, originando dalla mucosa che riveste la cavità di un viscere (per es. mucosa gastrica, mucosa intestinale): ha l’aspetto di un’escrescenza di vario volume e risulta costituito da una porzione connettivale, composta da tessuto connettivo lasso ricco di vasi, regolarmente rivestita da epitelio che si continua con quello della mucosa circostante.Il p. può essere unico, e in tal caso è in genere causato da irritazioni croniche che determinano una proliferazione esuberante, iperplastica, della mucosa  non di rado invece i p. ...
Presenza contemporanea di numerosi polipi a carico di una mucosa.Le sedi in cui si osserva tale processo patologico sono le stesse in cui si osservano i polipi solitari: mucosa del tubo digerente, dell’utero, delle cavità nasali ecc.Anche le cause possono essere le stesse che stanno alla base della proliferazione isolata: in special modo processi infiammatori cronici.Particolare interesse presentano però alcune forme di p. intestinale, che vengono trasmesse come carattere ereditario.Un esempio si ha nella sindrome di Peutz-Jeghers, caratterizzata dalla presenza di polipi peduncolati lungo il tubo digerente (nello stomaco, nell’intestino tenue e crasso) e da macchie pigmentate attorno alla bocca e sulla mucosa delle labbra e del cavo orale. ...
Processo infiammatorio che interessa contemporaneamente diverse membrane sierose (pleure, pericardio, peritoneo). L’interessamento delle sierose può essere contemporaneo, oppure manifestarsi con varia successione cronologica.CauseLe cause più frequenti sono la malattia reumatica e la tubercolosi  in quest’ultima la p. è l’espressione di una disseminazione dell’infezione per via sanguigna. L’interessamento delle membrane sierose può essere di varia estensione ed entità: come conseguenza della infiammazione si ha comunque la comparsa di un essudato fibrinoso o sierofibrinoso o emorragico, dalla cui presenza dipendono gran parte dei sintomi.SintomiAccanto ai segni dovuti alla presenza del versamento si ha poi malessere, febbre, compromissione dello stato generale, dispnea, tachicardia. ...
Malattia caratterizzata da un difetto metabolico che porta all’accumulo nei tessuti e all’eccessiva eliminazione attraverso le feci e le urine di particolari pigmenti, le porfirine, che costituiscono tappe intermedie nei processi di sintesi dell’emoglobina, della mioglobina e di altre proteine enzimatiche. Il difetto metabolico che sta alla base delle porfirie, originato dalla carenza o dall’eccessiva attività di uno degli enzimi coinvolti nella biosintesi delle porfirine, può essere congenito e venire trasmesso come un carattere ereditario  oppure può essere acquisito, secondario per lo più ad affezioni epatiche di varia natura. ...
Fuoruscita, attraverso un orifizio naturale, di una formazione patologica non ricoperta dal suo rivestimento sieroso. Tale condizione si applica ai casi in cui una formazione patologica, sviluppatasi all’interno di un organo cavo, giunge a fare capolino all’esterno attraverso il naturale orifizio di sbocco dell’organo dopo essersi ingrandita di volume o avere stirato la parete sulla quale prende impianto. Il termine quindi si applica ai polipi (nasali, uterini, rettali ecc.), alle emorroidi, o altro, quando, spingendosi verso l’esterno, si dislocano dal punto di origine verso il quale peraltro possono essere nuovamente sospinti.In ostetricia il termine indica la situazione che si realizza quando il funicolo ombelicale o un arto del feto si situa tra la parte presentata del feto ed il canale del parto  può essere di ostacolo all’espletamento del parto e determinare grave sofferenza fetale (in particolare la compressione del funicolo). ...
Processo infiammatorio acuto o cronico che interessa l’intestino retto. Può essere determinato da germi di vario tipo, il cui impianto sulla mucosa è spesso favorito da fattori locali diversi, quali la stasi sanguigna da ristagno fecale o da emorroidi, o da abuso di purganti e di clisteri, o in rapporto a traumi, a penetrazione di corpi estranei, a terapie radianti locali, all’impiego di alcuni farmaci. Una p. può anche rappresentare la localizzazione di una malattia venerea per impianto diretto dell’agente infettivo o per diffusione dell’infezione da altre parti dell’apparato genitale  anche la colite ulcerosa può manifestarsi con una p.Proctiti acuteSi manifestano con senso di peso e dolore all’ano, irradiato alle cosce, con emissione di feci diarroiche e con segni di compromissione generale (febbre, malessere)  la defecazione è dolorosa, e spesso lo è anche l’emissione di urina.Il processo infettivo-infiammatorio può estendersi ad interessare l’ano (anoproctite), o superare la parete intestinale determinando la comparsa di ascessi perirettali e perianali.Proctiti cronicheRappresentano spesso l’evoluzione di una p. ...
Tumore maligno che insorge a livello dei tessuti linfatici e, più raramente, anche a carico di cute, ossa, tubo digerente, derivato da cellule reticolari. Tali tumori sono rari: la maggior parte dei casi una volta così classificati (quando si riteneva che le cellule reticolari costituissero elementi progenitori dei linfociti) sono oggi considerati neoplasie delle cellule della serie linfatica, e classificati come linfomi....
Condizione patologica caratterizzata da una estroflessione della parete anteriore dell’intestino retto, che prolassa entro la vagina.CauseIl r. dovuto al cedimento del setto rettovaginale, spesso come conseguenza di lacerazioni ostetriche del perineo o in seguito a quelle condizioni patologiche croniche che determinano un aumento della pressione intraddominale come le broncopneumopatie e la stitichezza.SintomiPuò insorgere con una sensazione di peso riferita dalla paziente soprattutto dopo una prolungata stazione eretta o dopo sforzi  con il passare del tempo la paziente lamenta la comparsa di una tumefazione che sporge dall’apertura vulvare, ricoperta da mucosa vaginale  si fa più evidente con la tosse o con lo sforzo della defecazione.DiagnosiL’ispezione permette di confermare la diagnosi presuntiva e di quantificare il danno. ...
Processo infiammatorio acuto o cronico che interessa l’intestino retto e/o crasso.CauseIl contemporaneo interessamento del colon e del retto si osserva in numerose malattie intestinali: dissenteria amebica, shigellosi, colite ulcerosa, varie forme di enterocolite acuta o cronica aspecifica.SintomiIl coinvolgimento dell’intestino retto si manifesta in genere con tenesmo, dolori, alterazioni nel ritmo dell’evacuazione, diarrea ematica....
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Forma morbosa individuata di recente, che colpisce bambini e adulti ed è caratterizzata da meningoencefalite acuta con degenerazione grassa del fegato.È di rara osservazione e le sue cause sono poco note: si pensa che la forma infantile sia provocata dal virus dell’epatite B, mentre quella dell’adulto sarebbe da attribuire a intossicazione da salicilati in soggetti sottoposti a lunghe terapie antireumatiche....
(O disordini del ricambio glucidico), comprendono tutte quelle malattie che coinvolgono il metabolismo glucidico. La malattia più conosciuta è sicuramente il diabete mellito (vedi). Il quadro opposto del diabete è rappresentato dalle sindromi ipoglicemiche.CausePossono essere distinte in forme da ridotta produzione di glucosio e in forme da aumentato consumo.Possono essere anche classificate come ipoglicemie spontanee (con aumentati livelli di insulina e con livelli normali di insulina) e ipoglicemie reattive (postprandiali).SintomiI sintomi derivano dall’attivazione del sistema adrenergico e della sofferenza cerebrale secondaria e consistono in ansietà, cardiopalmo, sudorazione, pallore, tremori, affaticamento, disturbi visivi e successivamente crisi convulsive e coma.La complessità di queste patologie richiede una diagnosi differenziale che coinvolge molte malattie ed una terapia mirata alla guarigione o correzione della causa scatenante il quadro clinico....
Intossicazione lieve da salicilati. Precocemente aumentano la sensibilità a variazioni delle pressioni parziali dei gas respiratori, facendo aumentare la velocità e profondità del respiro (alcalosi respiratoria). Hanno poi effetti sul metabolismo ossidativi, lipidico e glucidico. Inducono un danno epatico.Vengono identificati con un test sulle urine al cloruro ferrico.I disturbi fisici interessano in modo particolare la sfera digestiva con nausea, vomito, pirosi gastrica, epigastralgie, gastriti ulcerative ecc. ...
Gruppo di malattie infettive provocate da batteri del genere Salmonella, Gram-negativi, spesso dotati di flagelli. Le salmonelle fanno parte della famiglia delle Enterobatteriacee che comprende generi e specie batteriche Gram-negativi capaci di manifestare diversi gradi di patogenicità nell’uomo: solo i generi Shigella e Salmonella, infatti, comprendono specie classicamente patogene per l’uomo, mentre negli altri generi sono classificate specie saprofite o commensali, frequentemente in causa nel sostenere infezioni opportunistiche e che riconoscono il loro habitat naturale nel tratto intestinale (tipico esempio la specie Escherichia coli) o a livello ambientale (è il caso delle serrazie).Le salmonelle sono estremamente diffuse in natura: il loro serbatoio è rappresentato da tutti gli animali vertebrati a sangue caldo e a sangue freddo.Le s. ...
(O bilharziosi), malattia determinata da infestazione dell’organismo da parte di vermi platelminti appartenenti al genere Schistosoma.È una delle più diffuse malattie da vermi parassiti, presente soprattutto in Africa, in America Meridionale e in Estremo Oriente  si calcola che al mondo vi siano più di 200 milioni di persone affette dalla s.L’uomo contrae la malattia bagnandosi in acque contenenti le larve del parassita (cercarie): queste si attaccano alla cute, vi penetrano e raggiungono i vasi capillari superficiali, nell’organismo si trasforma in schistosomula.Il passaggio delle cercarie nella cute dà luogo a un’irritazione, con la comparsa di una papula pruriginosa che si trasforma poi in una vescicola e che regredisce in 48 ore ca. ...
Denominazione generica di alcuni tipi di tumori maligni epiteliali (quali per es. alcuni carcinomi della mammella, dello stomaco, dell’intestino) nei quali lo stroma connettivo entro cui sono contenute le cellule neoplastiche è molto abbondante e compatto, così da conferire alla massa tumorale una durezza particolare ed un caratteristico stridore al taglio....
Fenomeno rilevabile con l’ascoltazione quando due superfici sierose che scorrono l’una sull’altra (per es. la sierosa pleurica, pericardica o peritoneale) sono rese ruvide dalla presenza di un essudato infiammatorio: l’attrito tra le due superfici provoca allora delle vibrazioni grossolane, discontinue. Tale reperto si rivela quando la membrana sierosa è interessata da un processo infiammatorio con scarsa produzione di liquido, per cui l’essudato è composto quasi esclusivamente da depositi di fibrina che incrostano la superficie sierosa....
Gruppo di malattie infettive acute dell’intestino provocate da batteri del genere Shigella, microrganismi Gram-negativi appartenenti alla famiglia delle Enterobatteriacee. Nota con il nome di dissenteria bacillare, esistono 4 gruppi di questo bacillo Gram-negativo non mobile: S. dysenteriae, S. flexneri, S. sonnei, S. boydii. Le s. sono diffuse in tutto il mondo, particolarmente nelle regioni in cui le condizioni igieniche sono scadenti. Esse possono verificarsi in asili nido, scuole materne, ricoveri per persone con ritardo mentale. ...
Processo infiammatorio che interessa l’intestino sigma. Si tratta di affezioni abbastanza frequenti che possono avere carattere acuto o cronico, e che sono in genere provocate da infezioni batteriche o parassitarie, presenza di diverticoli, di tumori ecc.Le forme acute sono caratterizzate dalla comparsa di un dolore intenso, localizzato alla fossa iliaca sinistra  si ha inoltre diarrea e febbre elevata. Queste forme possono evolvere in modo assai vario  l’evenienza più frequente è la cronicizzazione, è rara la perforazione del viscere con peritonite.Le forme croniche sono caratterizzate essenzialmente da dolore alla fossa iliaca sinistra, che si accentua con gli sforzi della defecazione  si ha inoltre stitichezza, e la palpazione della regione, oltre a suscitare dolore, consente di apprezzare il tratto interessato come aumentato di volume, irregolare, a limiti imprecisi.DiagnosiLa diagnosi di queste forme è supportata dall’ausilio fornito dagli esami endoscopici (sigmoidoscopia) e radiografici, soprattutto al fine di escludere un processo tumorale.TerapiaLa terapia si vale del riposo, di semicupi caldi, somministrazione di antispastici, di preparati vitaminici, di antibiotici, di diete opportune (povere di scorie)....
Aumento di volume della milza. Può essere provocato da numerose cause ed essere di varia entità  nei casi più spiccati il peso di quest’organo (che normalmente si aggira sui 150 g) può superare il chilogrammo. Normalmente la milza misura 13 cm, e non viene palpata dal medico durante l’esame obiettivo dell’addome.CausePossono essere in gioco infezioni acute batteriche (tifo, setticemie, endocardite lenta) o virali (mononucleosi infettiva), malattie infettive croniche (malaria, schistosomiasi, leishmaniosi, sifilide, tubercolosi), disturbi di circolo (congestione splenica in casi di cirrosi epatica, o di trombosi della vena splenica o della vena porta), malattie congenite del metabolismo con accumulo abnorme nella milza di sostanze di varia natura, l’amiloidosi, malattie del sangue, collagenosi, istiocitosi X, sarcoidosi, leucemie, linfomi maligni, tumori benigni e cisti.SintomiL’aumento della milza può non determinare nessuna sintomatologia, e può essere pertanto riscontrata dal medico casualmente durante la visita. ...
Termine con cui si indicano alcune sindromi caratterizzate da disturbi dell’assorbimento intestinale, che si manifestano con dimagramento, anemia, eliminazione di feci abbondanti, untuose, di colorito giallastro e di odore fetido, ricche di grassi (steatorrea), e con diversi altri sintomi riferibili al mancato assorbimento di vitamine, sali minerali, proteine ed altre sostanze: disturbi neurologici, metabolici, endocrini, deperimento generale, stomatiti e glossiti aftose ricorrenti, cute secca e rugosa, con facile caduta dei peli e dei capelli. ...
Denominata dapprima aphtoides chronica e in seguito s. (dall’olandese sprouw=afta), è endemica nell’Asia Sudorientale e nell’America Meridionale (specialmente nella regione dei Caraibi), in popolazioni sottoalimentate  si manifesta soprattutto nei soggetti maschi, tra i 20 ed i 40 anni.CauseLe cause sono probabilmente da riferire a infezioni intestinali di varia natura, sono ancora poco chiare. Sembra che si verifichi una crescita abnorme di batteri coliformi all’interno del digiuno  è stato ipotizzato che questi producano un’enterotossina lesiva.La s. ...
Condizione patologica caratterizzata dalla eliminazione con le feci di una quantità abnorme di grassi, oltre i 6 g nelle 24 ore  come conseguenza queste appaiono chiare, di colore giallastro, untuose, di aspetto schiumoso e di odore acre e pungente.CauseLe cause di s. sono rappresentabili come un blocco di uno dei meccanismi che portano all’assorbimento dei grassi a livello intestinale: possono essere deficitari gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas, per esempio, in corso di pancreatite cronica o di mucoviscidosi  può esservi una colestasi, con conseguente assenza dei sali biliari (cioè componenti della bile che emulsionano i lipidi e ne facilitano la digestione e, di conseguenza, l’assorbimento)  può trattarsi di una malattia intestinale come il morbo di Crohn o il morbo celiaco, che impedisce l’assorbimento  infine alcuni farmaci come la colestiramina, legando i sali biliari, impediscono una normale digestione e l’assorbimento dei lipidi. ...
Alterazione cellulare caratterizzata dall’accumulo nel citoplasma di goccioline di grassi, in quantità abnorme  si osserva soprattutto nel fegato, nel rene, nel miocardio, e può essere l’espressione di uno squilibrio fra la quantità di grassi che giungono alle cellule e che esse devono metabolizzare, e le effettive capacità di metabolizzazione  oppure può essere espressione di un danno cellulare che si traduce nell’incapacità di metabolizzare i grassi.CauseI più comuni fattori responsabili hanno origine tossica. ...
Termine che significa restringimento. Indica tutte le situazioni patologiche caratterizzate dalla riduzione di calibro di un orifizio, di un dotto, di un vaso o di un viscere cavo, indipendentemente dalla causa che lo ha provocato, tale da ostacolare o impedire il normale passaggio delle sostanze che fisiologicamente vi transitano. A seconda delle cause si distingue una s. organica quando la s. è causata da malformazioni congenite o da processi patologici acquisiti (questo tipo di s. ...
(O stitichezza o costipazione), diminuzione della frequenza e della quantità delle scariche fecali, con aumento di consistenza delle feci stesse.CauseLa s. è legata a numerosi fattori, dal punto di vista fisiopatologico si intende per stitichezza una anomalia del transito intestinale con ritardo dell’evacuazione delle feci. A causa della grande variabilità individuabile nella frequenza delle evacuazioni, la stitichezza non può essere definita facilmente in base al numero delle scariche in un dato periodo di tempo. ...
(o stipsi o costipazione), disturbo caratterizzato da diminuzione della frequenza e della quantità delle scariche fecali, con frequente aumento di consistenza delle feci stesse. Si distingue una s. idiopatica in cui il sintomo non è espressione di alcuna malattia, da una s. sintomatica in cui il disturbo è inserito in un quadro di altri fenomeni patologici. La s. è legata a numerosi fattori che conducono al medesimo risultato, ossia a un disturbo funzionale della muscolatura intestinale la quale non riesce a far progredire con regolarità il contenuto dell’intestino. ...
Malattia determinata da infestazione dell’organismo da parte di un verme nematode, lo Strongyloides stercoralis  è diffusa soprattutto nelle regioni tropicali a clima caldo-umido, particolarmente nel Brasile. Allo stadio adulto il verme (che ha una lunghezza di alcuni mm) si annida nella mucosa intestinale del duodeno e del digiuno  qui le femmine producono le uova, che si schiudono già nel lume intestinale, o all’esterno in ambiente caldo-umido, dando sviluppo a larve filariformi, che possono reinfettare lo stesso soggetto, o pervenire a nuovi individui.L’infestazione avviene per penetrazione delle larve attraverso la cute o una mucosa (per es. ...
Termine usato in riferimento a una grave complicazione alla quale può andare incontro un’ernia e che consiste nell’imprigionamento delle formazioni erniate entro il sacco erniario.CauseLo s. erniario può essere determinato dall’aumento della pressione addominale quale si può verificare in occasione di sforzi, durante la defecazione, nel corso del parto ecc. Lo s. è favorito dalla sproporzione tra le formazioni stesse e l’imbocco del sacco entro cui esse vengono accolte: in tali condizioni si instaurano disturbi di circolo nel viscere strozzato, fino al blocco della circolazione arteriosa e a fenomeni di necrosi: a questi può far seguito una peritonite. ...
Protrusione verso l’avanti dei visceri addominali a causa del rilasciamento ed allontanamento reciproco dei muscoli retti dell’addome. Tale condizione si verifica quasi sempre nelle donne con pareti addominali particolarmente rilasciate e che hanno avuto numerose gravidanze. La flaccidità di tutto il sistema muscolo-fasciale dell’addome favorisce l’allontanamento dei due muscoli retti i quali consentono al contenuto dell’addome di spingersi liberamente fin sotto la cute facendo sporgere come un grosso sacco quando l’ammalata sta in piedi  con i colpi di tosse e con gli sforzi questa protrusione si fa ancora più evidente.SintomiI sintomi determinati dallo s. ...
Sindrome caratterizzata da atrofia e disgregazione di un tessuto o di un organo. Termine impiegato in medicina con riferimento alle manifestazioni di diversi processi patologici che comportano alterazioni degenerative nelle strutture colpite. Così per esempio si parla di craniotabe per intendere la particolare cedevolezza delle ossa del cranio che si osserva nel rachitismo  la t. meseraica è l’infezione tubercolare delle linfoghiandole del mesentere eventualmente associata a interessamento dell’intestino e del peritoneo....
Il solfato, l’acetato e il carbonato sono i composti del t. più comunemente reperibili e anche quelli dotati di maggiore tossicità. I sali di t. trovarono in passato impiego terapeutico sia per uso esterno, sotto forma di creme depilatorie in casi di ipertricosi, sia per uso interno, per esempio nella cura della tigna e come antisudoriferi nella tubercolosi. Tale uso è stato praticamente abbandonato ed attualmente i sali di t. sono soprattutto utilizzati come insetticidi e ratticidi. ...
Particolare sensazione avvertibile a livello della vescica o dell’intestino retto in numerose affezioni che colpiscono questi organi. Il t. è caratterizzato da un senso di pienezza accompagnato al bisogno di defecare o di urinare (senza che si abbia tuttavia l’emissione di alcun materiale) e da un vivo dolore  quest’ultimo è dovuto a uno stato di contrazione involontaria dello sfintere anale o vescicale.T. rettaleSi osserva soprattutto nelle infiammazioni dell’intestino retto (proctiti) a carattere acuto o cronico, nelle emorroidi e nelle ragadi anali, negli ascessi perianali, in tumori rettali, in caso di corpi estranei nel retto, nei traumi interessanti la regione perineale.T. ...
Malattie provocate da infestazione dell’organismo da parte di vermi adulti appartenenti all’ordine dei Ciclofillidei.La diffusione e il contagioSi tratta di malattie molto diffuse, che si contraggono con l’ingestione di carni crude o mal cotte infestate dalle forme larvali del parassita  nella loro distribuzione geografica esse riflettono quindi le abitudini alimentari della popolazione. La teniasi da Taenia solium è legata al consumo di carne di maiale, che costituisce l’ospite intermedio di questo parassita, ed è diffusa specialmente in Africa, India, Cina, America meridionale e centrale, mentre è praticamente assente nei paesi musulmani.Nell’Europa e nell’America settentrionale le misure di profilassi ne hanno notevolmente ridotto l’incidenza. ...
(O teratoma immaturo o teratoma maligno), tipo di teratoma che risulta costituito da tessuti immaturi, poco differenziati, simili a quelli dell’embrione, cioè tessuto ectodermico, mesodermico, endodermico.SintomiColpisce maggiormente gli uomini in età giovanile (seconda, terza decade). Si localizza frequentemente nel mediastino anteriore o nel testicolo. La maggior parte di questi tumori è già metastatizzato al momento della diagnosi, pertanto i sintomi sono spesso dovuti alle localizzazioni metastatiche (tosse, fiato corto, dolore toracico, astenia).Alcune altre patologie si associano a questo tumore con una certa frequenza: leucemia mieloide acuta, mielodisplasia, istiocitosi maligna, rabdomiosarcoma embrionale, carcinoma indifferenziato a piccole cellule.DiagnosiTAC torace, addome, dosaggio ematico di HCG ed alfafetoproteina, mediastinoscopia con biopsia o biopsia testicolare (seminoma).TerapiaLa terapia prevede l’asportazione chirurgica, eventualmente seguita da irradiazione. ...
(O tesaurosi), gruppo di malattie congenite del metabolismo in cui, per un difetto nel corredo di enzimi della cellula, l’organismo è incapace di utilizzare determinate sostanze (che fanno parte del metabolismo intermedio) per cui queste si accumulano entro le cellule in vari distretti. Poiché si tratta di malattie legate ad alterazioni congenite della cellula, e quindi già presenti alla nascita, queste forme morbose si manifestano precocemente, sin dai primi mesi o anni di vita, e nella maggior parte dei casi hanno un decorso progressivo, che può portare a morte entro pochi anni....
Termine non più di uso corrente che indica infiammazione acuta o cronica a carico dell’intestino cieco, ed eventualmente anche il colon ascendente (tiflocolite).CauseLe cause favorenti sono condizioni patologiche locali (diverticoli, aderenze), o può dipendere da diffusione a questo tratto dell’intestino di processi infiammatori interessanti strutture vicine (appendiciti, annessiti ecc.), o da localizzazione elettiva in questa sede di agenti patogeni (vermi parassiti, bacillo tubercolare, attinomiceti).SintomiLa sintomatologia è caratterizzata da dolori localizzati alla fossa iliaca destra: sono dolori continui, gravativi, come un senso di peso, che si accentuano a distanza di 5-6 ore dai pasti, o con i movimenti  si associano anche disturbi dell’alvo, perdita dell’appetito, nausea. ...
n CauseIl t. addominale (o febbre tifoide o ileotifo) è provocato da un batterio, la Salmonella typhi. È una malattia diffusa in tutto il mondo  si può presentare in casi isolati, o in epidemie più o meno estese, causate soprattutto da catastrofi naturali, guerre, movimenti di popolazioni.Il t. addominale è una malattia endemica nelle aree sottosviluppate e soprattutto nei Paesi a clima temperato o caldo, laddove le condizioni di igiene e di sanità pubblica risultano inadeguate, mentre nelle nazioni più sviluppate, con un buon controllo dell’approvvigionamento di acqua e di latte, la sua importanza è limitata: essa compare in genere in casi isolati, per lo più in aree rurali.Per la febbre tifoide solo l’uomo, malato o portatore, costituisce la fonte di infezione, essendo Salmonella typhi un sierotipo adattato esclusivamente all’ospite umano. ...
Raro tumore derivato dalle cellule epiteliali del timo. Si osserva più frequentemente in soggetti maschi di età adulta. I timomi possono avere aspetti citologici variabili (in particolare possono presentare una estesa infiltrazione da parte di linfociti non neoplasici), e comportamento biologico in genere benigno, ma alcune volte maligno per la possibilità di infiltrazione delle strutture vicine e metastasi a distanza. In questo ultimo caso la neoplasia prende il nome di carcinoma del timo (o t. ...
Verme nematode parassita di mammiferi (soprattutto suini) e dell’uomo nel quale causa la trichinosi.La t. ha colore biancastro e misura nel maschio 1 mm ca. e nella femmina 5 mm  vive nell’intestino tenue dove avviene la riproduzione.Le femmine vivipare depongono sulla parete intestinale numerose larve che, attraverso i vasi linfatici, raggiungono i muscoli dove si incistano formando una capsula piuttosto rigida. La trasmissione avviene appunto mediante l’ingestione di carni in cui si trovano tali cisti....
Malattia determinata da infestazione dell’organismo da parte di un verme nematode, Trichinella spiralis, caratterizzata dall’iniziale localizzazione intestinale e dalla successiva disseminazione delle larve al tessuto muscolare. È presente nelle aree in cui si fa largo uso di carne di maiale e di cavallo contenente le cisti ingerite crude o poco cotte. (Europa centrale e orientale, Spagna, America settentrionale, centrale, meridionale). Nelle regioni artiche può essere legata al consumo di carne d’orso infetta. ...
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Genere di protozoi flagellati comprendente forme parassite del tubo digerente e dell’apparato genito-urinario dell’uomo. Di forma variabile, anche se generalmente subsferica, è caratterizzato da protoplasma ricco di vacuoli nutritivi. All’esterno il numero dei flagelli è variabile ed è presente una membrana ondulante. La riproduzione avviene per divisione longitudinale. Tra le specie ricordiamo T. hominis, che vive nell’intestino dell’uomo causando disturbi intestinali, e T. ...
(O trichiuriasi), malattia determinata da infestazione dell’organismo da parte del verme nematode Trichuris trichiura, è un infezione parassitaria molto spesso asintomatica, ma che può determinare disturbi intestinali. Il verme adulto ha una lunghezza di 30-50 mm, presenta una porzione anteriore sottile, nella quale è contenuto l’esofago, e una porzione posteriore più spessa che contiene l’intestino e gli organi della riproduzione.È presente in tutto il mondo, particolarmente nelle regioni tropicali, in relazione a cattive condizioni di igiene alimentare. ...
Un tipo particolare di t. benigno del grosso intestino, per il suo aspetto polipoide con frange molto fini, simili ai villi intestinali....
Condizione patologica determinata da una intossicazione acuta da alcol etilico, che si manifesta nei soggetti che abbiano bevuto una quantità eccessiva di bevande alcoliche....
Escavazione della superficie di un organo o di un tessuto causata sempre da un processo patologico che interessa gli strati più profondi del tessuto colpito  è caratterizzata da scarse capacità riparative spontanee. Le cause determinanti sono varie: processi infiammatori, turbe circolatorie periferiche, disturbi trofici di origine nervosa, traumi fisici e chimici. A volte può rappresentare l’evoluzione di una lesione come, per esempio, di bolle, pustole, noduli. ...
U. correlata a Helicobacter pylori, ulcere correlate ai FANS e ulcere di Zollinger-Ellison. In Italia si calcolano circa un milione di casi l’anno. Si tratta tra l’altro di una patologia che interessa tutte le fasce d’età, anche se gli adolescenti ben difficilmente ne sono colpiti ed ancora meno lo sono i bambini. Si può comunque distinguere tra u. duodenale, la più frequente 65% dei casi, che si verifica per la prima volta tra i 30 e i 50 anni ed è più comune tra gli uomini e quella gastrica che invece caratterizza in genere gli ultrasessantenni e soprattutto le donne. ...
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Termine con cui genericamente si indica ogni raccolta di liquido entro una cavità sierosa dell’organismo (cavità pleurica, pericardica, peritoneale, articolare, vaginale, del testicolo). Le cause di un v. possono essere molteplici: disturbi del circolo, traumi, processi infiammatori, disturbi endocrini e metabolici, processi tumorali primitivi della sierosa o metastatici. Il v. può essere costituito da liquido trasudato dalle pareti dei vasi sanguigni, o da sangue, o da essudati infiammatori di vario tipo. ...
Termine che indica genericamente ogni forma di dolore avvertito a livello dei visceri, o comunque alle parti profonde dell’organismo. Le sensazioni dolorose viscerali hanno in genere elementi di localizzazione incerti o errati  a volte, per meccanismi neurologici ancora imperfettamente noti, esse vengono riferite a determinate regioni cutanee anche lontane dal viscere interessato....
(O ptosi viscerale o splancnoptosi o malattia di Glénard), rilassamento dei mezzi di fissità di vari visceri addominali (stomaco, intestino, fegato, rene) che si spostano verso il basso e presentano disturbi alle rispettive funzioni....
Condizione patologica che si determina quando un viscere cavo ruota su se stesso: ciò comporta occlusione del viscere, ed eventualmente dei vasi sanguigni che lo irrorano. Il v. si osserva soprattutto a livello dell’intestino, particolarmente nei suoi segmenti più mobili: tenue e sigma  la rotazione interessa un’ansa intestinale, e avviene attorno all’asse longitudinale del suo meso: essa è favorita da fattori quali l’eventuale abnorme lunghezza del mesentere o del mesosigma, o la presenza di aderenze che possano favorire il ristagno fecale o di tumori. ...
(Prende il nome da George Hoyt Whipple, patologo statunitense - Ashland, Oregon, 1878 - Rochester, 1976), o lipodistrofìa intestinale, malattia caratterizzata dalla comparsa di un gran numero di macrofagi carichi di lipidi e di materiale glicoproteico nella mucosa dell’intestino tenue e nei tessuti linfatici del mesentere. Possono essere interessate anche altre sedi quali milza, cuore, fegato, reni, sistema nervoso centrale, polmoni, muscolatura scheletrica. Le cause sono sconosciute.SintomiLa malattia si manifesta essenzialmente con sintomi di malassorbimento intestinale: steatorrea, perdita progressiva di peso, edemi, ed anche febbre, dolori addominali ed articolari.DiagnosiLa diagnosi richiede l’esame istologico di una biopsia dell’intestino.TerapiaLa risposta favorevole al trattamento con antibiotici fa ritenere trattarsi di una condizione infettiva....
Processo patologico caratterizzato da una infiltrazione infiammatoria cronica a carattere granulomatoso nella quale sono presenti un gran numero di cellule istiocitarie cariche di sostanze lipidiche. Si può osservare in diverse sedi quali la cute, i tessuti dell’occhio o dell’orbita, la parete della colecisti, il rene, le capsule articolari e le guaine tendinee....
(O Malattia di van Bogaert), è un disordine del metabolismo lipidico a trasmissione genetica autosomica recessiva (gene CYP27A1). Il difetto alla base di questo disordine è il deficit di un enzima epatico (la 27-idrossilasi) della via biosintetica degli acidi biliari, che ha il compito di trasformare il colesterolo in acidi biliari.Tale via sintetica risulta così anormalmente interrotta, causando l’accumulo di colesterolo nella bile, nella maggior parte dei tessuti, compreso il cervello, e la formazione di xantomi. ...
Condizione morbosa caratterizzata da grave ipersecrezione gastrica acida, da ulcere peptiche croniche recidivanti, spesso multiple e a volte localizzate in sedi atipiche, e dalla presenza di un tumore endocrino secernente quantità eccessive di gastrina, che nella maggior parte dei casi è localizzato al pancreas. A volte si associano anche tumori a carico di altre ghiandole endocrine (paratiroidi, ipofisi, surrene). È una malattia grave, in relazione alla malignità del tumore, o a eventuali complicazioni a carico delle lesioni ulcerose (emorragie, perforazioni).TerapiaLa terapia richiede la gastrectomia totale oltre all’asportazione del tumore....